giovedì 28 luglio 2016

Risarcimento delle vittime e "vantaggio" del reo nullatenente

Fa discutere il diniego al risarcimento alla famiglia di David Raggi, ucciso lo scorso anno da un immigrato irregolare condannato a 30 di carcere per il delitto. Innanzitutto per le motivazioni: "guadagnava troppo". 13000 euro annui. Ma il problema serio, nel nostro paese, è la tutela delle vittime dei reati poiché, se la pena serve a rieducare, è vero anche che le vittime hanno diritto ad avere giustizia (e un giusto risarcimento). Nel caso di presenza di cosiddetti "nullatenenti", la giustizia diventa quasi paradossale: il nullatenente ha un trattamento sostanzialmente diverso da chi possiede un patrimonio e ciò appare incostituzionale a fronte dell'articolo che prevede che tutte le persone sono uguali davanti alla legge, quindi con le medesime responsabilità. Cosicché, per assurdo, se un nullatenente aggredisce un'altra persona, di fatto non subirà particolari conseguenze mentre, viceversa, la persona si troverebbe (giustamente) a dovere risarcire. Ciò comporta quindi un minor rischio di conseguenze nella commissione dei reati da parte di nullatenenti. Una cosa francamente inaccettabile e con pericolosi risvolti sociali.