mercoledì 6 luglio 2016

Rispettare la propria cultura, per rispettare anche le altre


La crisi di valori che attraversa le democrazie europee appare evidente. Dopo secoli di lotte e conquiste per le libertà e i diritti civili, oggi osserviamo come un cospicuo numero di cittadini europei guardi in modo superficiale quando non snob, a tutto ciò che è stato conquistato non da noi ma dai nostri predecessori. E' quell'aria snob radical chic che fa sentire questi soggetti quasi annoiati dalle conquiste della nostra civiltà, per cui c'è sempre un ma, un però, quasi che questo li faccia sentire, in qualche modo, intellettualmente superiori. E' quella visione elitaria che una certa fetta di popolazione, cresciuta nel benessere, dispensa a destra e a manca. Superate da decenni le epoche delle grandi conquiste politiche e sociali, questa ampia categoria snobista ora cerca di dispensare visioni politiche autocolpevoliste, in una sorta di auto distruzione delle conquiste liberali e democratiche che la nostra società ha ottenuto, non certo per merito di questi soggetti.
Dietro a una possibile “decadenza” di una cultura, possono esserci pericolosissimi rischi, compresa la perdita di tutte quelle conquiste ottenute in secoli di lotta. Per questo, come detto più volte, il buonismo radical chic oggi, assieme alla xenofobia, rappresentano il maggiore pericolo per la nostra civiltà. Eppure molta gente sembra non curarsene, così intenta a snobbare le nostre conquiste financo a rinunciarvi, per compiacere solo la propria visione intellettual-élitarista. Eppure è chiaro che non può esserci nessun rispetto per le altrui culture, se non se ne ha per la propria. Rinunciare al proprio essere, alla propria cultura, significherebbe perdere tutte quelle conquiste di libertà e democrazia ottenute nei secoli. Ottenerle è stato lungo e faticoso, perderle potrebbe essere un attimo pericoloso.