domenica 28 agosto 2016

Costruire a regola d'arte, costruire in sicurezza

Antico edificio in pietra nel comune di Bagno di Romagna, all'interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Sgombriamo il campo da un equivoco: non è vero che gli edifici vecchi sono pericolosi tout court e che sarebbe necessario demolire e ricostruire tutto. La differenza la fa se un edificio è costruito a regola d'arte oppure no. Un tempo si costruiva sulla base dell'esperienza, ma gli scalpellini, i costruttori di allora, erano veri e propri artisti che si tramandavano l'arte di generazione in generazione. Costruivano sulla base empirica dell'esperienza.
Ricordo bene anni fa quando un ingegnere si rivolse a un caposquadra, per la realizzazione di un guado provvisorio dove doveva passare un mezzo, dicendogli: "la tua esperienza (per avere fatto tale cosa centinaia di volte) vale più dei calcoli". Ovviamente ciò non significa che non servano i calcoli, servono eccome e le strutture vanno adeguatamente progettate. In ingegneria civile vige un detto: "se trovi, mediante dei calcoli, un modo per fare stare in piedi una struttura, la natura ne troverà uno migliore". 
Costruire a regola d'arte è fondamentale per la sicurezza degli edifici. Ristrutturare a regola d'arte lo è altrettanto. Intervenire su un edificio antico per un adeguamento sismico è qualcosa che andrebbe fatto con la massima attenzione, poiché si interviene con tipologie costruttive "diverse" che vanno adeguatamente "integrate" tra loro. Si utilizzano, ad esempio, gli incatenamenti, altre volte si interviene con cordoli in C.A. per creare una struttura scatolare. Il problema che si può verificare è che l'irrigidimento, in caso di sisma, provochi vibrazioni che possono mettere in crisi altri elementi strutturali. Per questo tutto va previsto ed eseguito a regola d'arte. Bisogna, ad esempio, fare attenzione a non appesantire i solai, soprattutto le coperture che, in caso di oscillazioni, potrebbero causare pericolose forze di sollecitazione sulla struttura. 
Nel recente sisma del centro Italia, abbiamo visto come anche strutture non propriamente "vecchie" abbiano subito ingenti danni. Sgombriamo subito il campo dai dubbi: le normative antisismiche italiane sono ottime, non abbiamo da "imparare" da altri. Ognuno è esperto sul proprio patrimonio costruttivo e fare paragoni con il Giappone o con la California, che hanno una cultura abitativa completamente differente, non ha senso. Chi dice "costruiamo come in Giappone", "scaricando" così le nostre tipologie costruttive, ha poche conoscenze di ingegneria.
Semplicemente si deve costruire bene, rispettando le regole che ci sono.
Gli adeguamenti sismici vanno fatti, a regola d'arte. E vanno fatti in modo organico, non a macchia di leopardo (qualche edificio si, altri no). Non esistono però soluzioni semplicistiche, come quelle per cui "con pochi (soldi) si farebbe". Parliamo di interventi stimabili in (presumibili) centinaia di miliardi di euro, che interesserebbero il patrimonio pubblico e privato. 
Bisogna cominciare a programmare ora, per riuscire ad arrivare, in qualche decennio a risultati tangibili.