lunedì 1 agosto 2016

La bassa propensione italiana agli investimenti

Anche per quest'anno le stime di crescita del PIL per l'Italia sono tendenzialmente basse (attorno al 1%), mentre altri paesi, anche europei, crescono di più. Uno dei motivi (non certo il solo) della bassa crescita, è la bassa propensione che ha l'Italia negli investimenti. Siamo una nazione con un elevato risparmio privato, che però tende a rimanere “fermo”, senza trasformarsi in investimenti. Se il Pubblico attualmente ha contingentato gli investimenti per motivi anche normativi (vedi vincoli di Bilancio), ciò che mancano per una crescita decisa del PIL sono gli investimenti privati. Esistono alcune leve economiche per stimolare gli investimenti ma la tendenza al risparmio degli italiani, pare un fattore economico-culturale. Sarebbe quindi necessario aprire maggiormente il paese agli investitori esteri ma le lungaggini burocratiche, l'incertezza amministrativa nonché i tempi biblici della nostra giustizia, non sono certo un buon viatico. Servirebbe un forte intervento sulle tempistiche burocratiche (nonché certezza delle medesime) e una riforma del sistema giudiziario che paiono oggi qualcosa di estremamente urgente per fare ripartire il paese, altrimenti condannato a scalare verso il basso le classifiche della competitività.