lunedì 1 agosto 2016

Quell'Italia furbetta per cui il problema sono sempre gli altri

Oggi sul Corriere.it è uscito un articolo di Gian Antonio Stella, dal titolo "Il castigo inesistente per i falsi e le bugie". Il giornalista parla di un malcostume dei furbetti dell'autocertificazione, i quali autocertificavano il falso per godere di vantaggi personali: si va da falsi docenti di sostegno a falsi nullatenenti per non pagare rette dell'università, falsi medici con laurea autocertificata, falsi avvocati, falsi residenti, eccetera. Vere e proprie truffe, in un paese che si scandalizza (anche giustamente) contro i politici, ma non altrettanto "infervorato" quando il malcostume è dei cittadini. Quante volte abbiamo sentito giustificazioni imbarazzanti, nonché un atteggiamento come a dire "si ma gli altri fanno peggio... si ma la politica... si ma". Si ma un bel niente. Prima di lamentarci "solo" della politica, sarebbe necessario fare una bella analisi dello stato etico della società italiana. La classe dirigente è lo specchio del paese, per tanti anni si è dato la caccia all'untore, senza vedere che di comportamenti riprovevoli e inaccettabili, ce ne sono tanti anche tra i cittadini, non solo tra i politici. E mentre i cambiamenti politici, pur lenti, hanno una loro dinamica, i cambiamenti sociali quelli si, sono duri a modificarsi. E visto cosa succede quotidianamente purtroppo non c'è troppo da essere ottimisti per il futuro.