martedì 6 settembre 2016

Chi pretende il cambiamento osteggiando il cambiamento

Non parlerò, in questo post, di politica nazionale, qui non c'è alcun riferimento alla riforma costituzionale.
Il riferimento è alle politiche locali dove si sentono spesso richieste di cambiamento, poi, quando si cerca di cambiare qualcosa (anche sbagliando, ma se non si prova non lo si saprà mai), ecco che arrivano tutte le resistenze, anche di quelli che il "cambiamento" in precedenza lo invocavano. 
Succede così paradossalmente, che si voglia il cambiamento, ma senza voler cambiare nulla. Così si guarda anacronisticamente al passato: "come erano belli gli anni '80... come si viveva bene negli anni '60...come era bello il paese nel 1800". Ma col passatismo si va poco lontano. Purtroppo però il passatismo (lo vediamo fin troppo spesso nei social network, con gente che rimpiangerebbe persino il ventennio) e la distorsione passatista, ovvero vedere un mondo in modo diverso da quello che fu realmente plasmandolo sulla base dei nostri convincimenti attuali, è una mentalità radicata in un ampio numero di italiani. 
Il passatismo è uno dei motivi per cui facciamo fatica a guardare al futuro, magnificando un passato che "magnifico" probabilmente è solo nelle nostre deformate immagini attuali.