venerdì 2 settembre 2016

I partiti sono morti (?), viva i partiti (?)

Correva l'anno 2012 (post del 7 maggio 2012)

Un tempo lo si diceva del Re, ora ci si chiede che fine faranno i partiti.
I partiti sono veramente morti? Ma cosa sono e cosa fanno i partiti? E i movimenti?
Semplifichiamo: 
- un partito politico è una libera associazione che aggrega la domanda politica dei cittadini e compete in libere elezioni per la conquista del potere politico;
- un movimento è una formazione che può avere vari fini e scopi e che, nel caso della politica, promuove idee e azioni politiche.
Dove sta la differenza principale? In una democrazia rappresentativa, la differenza principale risiede nella competizione elettorale. Il partito partecipa alla competizione elettorale, il movimento no. Nel momento in cui il movimento sceglie di competere alle elezioni, assume le caratteristiche dei partiti (programma politico, candidati, competizione politica, ecc.). 
Non c'è nulla di male nei partiti che, volenti o nolenti, rappresentano il migliore strumento per il funzionamento della democrazia rappresentativa (non può esistere democrazia rappresentativa senza partiti). Il problema sussiste se ci sono cattivi rappresentanti e cattivi politici nei partiti. Il problema non è nel partito che, in una democrazia rappresentativa, è l'unico strumento che può aggregare la domanda dei cittadini. Il problema è appunto se i partiti funzionano male a causa di cattivi politici e cattiva politica.

In una democrazia rappresentativa, i partiti non muoiono, semmai si riformano.