sabato 3 settembre 2016

Se il Magistrato sbaglia, come ne risponde?

E' di ieri la notizia che lo spagnolo arrestato l'estate scorso per aver aggredito dei passanti a Milano, è scappato dopo che "il Magistrato non ne aveva disposto l'accompagnamento scortato" verso la struttura dove avrebbe dovuto scontare i domiciliari. Parliamo di una persona potenzialmente pericolosa, che aveva commesso vari reati, come hanno sottolineato anche i suoi legali.
Ci chiediamo: quando qualsiasi "dipendente pubblico" o cittadino, nello svolgimento delle sue mansioni, sbaglia, questo è chiamato a risponderne, anche davanti alla magistratura. Abbiamo visto medici, ingegneri, geometri, dipendenti pubblici, indagati per avere commesso "errori" nello svolgimento delle proprie mansioni.
Ma cosa succede se a sbagliare è un Magistrato? L'errore di un Magistrato, è potenzialmente tra i più "gravi" per la collettività, poiché va a incidere sulla libertà personale e sulla sicurezza pubblica.
L'anomalia, se così la possiamo chiamare, nasce dal fatto per cui la Magistratura è, di fatto, l'unico organismo che si auto-giudica. C'è il CSM, organo di governo autonomo della Magistratura, ma c'è pure il fatto che un Magistrato che dovesse compiere un reato (fosse anche un "semplice errore di procedura" la cui conseguenza fosse prevista come reato), sarebbe indagato da un altro Magistrato. Un po' come se un ingegnere dovesse essere giudicato da un ingegnere, un geometra da un geometra, un medico da un medico, insomma, ognuno giudicato dalla propria categoria. In questo caso, a chiunque, verrebbe qualche dubbio sull'indipendenza di giudizio.
Considerata l'importanza dell'operato della Magistratura e della sua necessaria indipendenza, forse sarebbe il caso di dare risposte concrete a certe domande, anche con una ampia riforma della Magistratura, che dia garanzie a tutti, all'efficienza dell'operato della giustizia e ai cittadini.