mercoledì 12 ottobre 2016

La minoranza PD rischia di uscire comunque male dal Referendum


Il Referendum Costituzionale del 4 dicembre, tra i vari aspetti, potrebbe avere anche quello di regolare i rapporti di forza all'interno del Partito Democratico. L'impressione è che la minoranza PD possa tentare di risalire al comando, cercando di dare la spallata a Renzi. Ma ciò di cui non tengono conto nella minoranza PD è come sia cambiato il corpo elettorale negli ultimi anni e come il voto ideologico si sia affievolito. C'è una parte del PD che confida su questo (voto ideologico e di appartenenza), ma la volatilità elettorale è molto alta, anche interpartitica. 
Se vincerà il SI, la minoranza PD rischia, se non di sparire, di non avere più alcun peso politico. Ma se vincesse il NO, la loro risalita non sarebbe affatto scontata. Vari elettori (anche del PD) potrebbero pensare che l'azione della minoranza interna non sia legata a questioni di merito sulla Riforma, ma influenzata dalla ridefinizione dei rapporti di forza politici. Se un cospicuo numero di elettori fossero convinti di ciò, ecco che una eventuale vittoria del NO potrebbe indebolire sì Renzi, ma non rafforzare la minoranza PD che, tra l'altro, non avrebbe un candidato pronto e appetibile per la segreteria.
Se gli elettori dovessero percepire l'azione della minoranza PD come una resa dei conti o un vero e proprio sgambetto politico, questa potrebbe uscirne comunque male, indipendentemente dal risultato del Referendum.