mercoledì 16 novembre 2016

Contribuire tutti per "crescere" assieme, con beneficio comune


Ho letto l'articolo del Sindaco Marco Baccini sulla Pro Loco di Bagno di Romagna che mi permette di fare alcune considerazioni. 
Nelle settimane scorse avevo scritto un post sull'importanza del lavoro sinergico tra territori. Tale sinergia deve ovviamente riguardare tutti gli attori, pubblici e privati. Troppo spesso infatti si è aspettato, quando non "preteso", che fosse sempre qualcun altro ad occuparsi di determinati aspetti che riguardano, in senso lato, lo sviluppo della propria comunità locale. La "volgata" più comune di recente è solitamente quella de "io pago le tasse quindi...". Non è che il pagare le tasse (tasto peraltro delicato, visto che siamo un paese ad alta evasione fiscale) ci esula da qualsiasi altro dovere civico, nonché impegno e "sensibilità". Senza scomodare Kennedy e le sue citazioni, sarebbe importante che, quando si ragiona di e come comunità, si pensasse anche a dare il proprio contributo (sotto varie forme), non solo chiedere e/o lamentarsi di qualcosa. Poiché la "comunità" siamo tutti noi e se molti "lamentano" e pochi "fanno", sarà molto difficile andare avanti.
Mi sembra evidente che nei nostri territori abbiamo la necessità di dare un colpo di reni per diventare più attrattivi nella competizione territoriale che riguarda non solo i nostri stretti vicini di casa (che anzi, sono e devono essere le nostre sinergie territoriali), ma territori ben più ampi. Il localismo porta poco lontano e si rischia solo di rimanere indietro. La società è cambiata molto negli ultimi anni, sono cambiate le necessità ma anche i desideri, così come le modalità di fruizione dei territori. Rimanere legati ai passatismi, non porta sviluppo.
Ci sarà sempre chi si "lamenterà" (generalmente sono anche quelli che danno minor contributo in senso lato), sarebbe però importante farsi parte attiva nello sviluppo del proprio territorio, ognuno facendo (o dando) ciò che può, consci del fatto che ne beneficeremo tutti.
Stare a guardare, magari lamentandosi, aspettando che siano gli altri a fare, non ha mai portato grandi sviluppi nelle società.