martedì 8 novembre 2016

Europa (poco) bella e (così com'è) impossibile


Bella e impossibile, cantava Cocciante in una sua famosa canzone, ma l'Europa tecnocratica appare tutt'altro che bella e, così com'è, senza alcun futuro possibile.
L'errore più grande e non facilmente risolvibile è quello di avere imposto un'unione economica prima di mettere solide basi per un'unione politica. L'unione economica ha fatto sì che gli interessi peculiari dei singoli Stati fossero esacerbati: ognuno ha pensato quasi esclusivamente per sé anzi, forse anche peggio, cercando di penalizzare altri per trarne vantaggio, creando un'anarchia dove ogni singolo Stato perseguiva (e persegue) principalmente il proprio interesse, senza averne di condivisi con gli altri.
Non esiste una politica comune per quanto riguarda il lavoro, lo sviluppo, il welfare, la sicurezza, la difesa. Non ci sono praticamente interessi comuni in Europa, sotto la spinta degli interessi economici dei singoli Stati. Cosicché risultano ancora più fastidiosi gli atteggiamenti dei tecnocrati che, nell'assenza della politica, stanno affondando qualsiasi idea di unione che non sia il vantaggio economico competitivo perseguito dai singoli Stati.
L'Europa è in agonia, manca veramente poco al punto di non ritorno. Solo la politica la può salvare, ma sembra stia dormendo.