mercoledì 30 novembre 2016

La "supremazia morale" di un partito o movimento non esiste


Pur credendo fortemente nel rispetto della legge e nella certezza della pena, su cui in Italia bisognerebbe lavorare partendo anche da una profonda Riforma della Giustizia, ho sempre pensato non esistesse una "supremazia morale" da parte di singoli partiti rispetto ad altri.
Anche per questo non mi ha mai convinto quella sorta di auto proclamazione moralizzatrice da parte del Movimento 5 Stelle. E non si tratta di sentir dire le solite frasi di circostanza "si ma gli altri?". Ognuno risponde personalmente di ciò che fa (lo prevede la Costituzione), però non si può essere garantisti o colpevolisti a seconda di come fa comodo. In questi casi, mi verrebbe da dire che non possiamo certo trovarci in situazioni di supremazia morale.
Non ci ho mai creduto neppure quando si parlava della presunta supremazia morale della Sinistra. E non c'ho mai creduto neppure per il Movimento 5 Stelle, un movimento/partito nato da poco e con ancora poco tempo passato in posizioni amministrative. Non per fare una difesa di ufficio dei "vecchi partiti", ma una visione di insieme la potremo avere dopo che anche il M5S avrà avuto un'esperienza ventennale come "partito".

C'è poi la questione intransigenza VS transigenza di cui avevo già parlato: sebbene abbia più volte parlato in questo blog del superamento del voto ideologico e di appartenenza con conseguente crescita della volatilità elettorale, permangono comunque delle "nicchie ideologiche" all'interno del corpo elettorale italiano.
Sebbene sia sbagliato dire "sono tutti uguali", per quanto riguarda una presunta supremazia morale da parte di singoli partiti, movimenti o gruppi/associazioni di cittadini, non mi sembra se ne veda granché.