giovedì 17 novembre 2016

L'epoca della post verità (Post Truth)


Il 24 agosto 2016 il giornalista del New York Times William Davies scriveva un interessante articolo dal titolo "The age of post truth".
Ora la tematica arriva anche in Italia, ripresa da alcuni giornalisti italiani (non ho però visto citata questa importante "fonte giornalistica", oggi però col web tutti possiamo leggere i giornali in ogni parte del mondo e magari ci accorgiamo quando certi articoli vengono ripresi o "ispirati").
Sostanzialmente si definisce quella attuale epoca della post verità in quanto la realtà fattuale è superata da una sorta di "realtà percepita", spesso distorta e indipendente dai fatti, quando proprio "non vera", ma che la comunicazione (e/o propaganda, anche non ufficiale) fa apparire reale, influenzando anche le "credenze" delle persone (Già analizzate da LeBon nel suo "La psicologia delle folle").
Davies scriveva (ad agosto) come circa il 70% delle dichiarazioni di Trump non superavano il fact checking: "Un particolare utilizzo dei social media da parte dei movimenti populisti è spesso ritenuta responsabile della politica della post-verità. Gli individui hanno crescenti opportunità di plasmare l'informazione proveniente dai media a sostegno delle proprie opinioni e pregiudizi, e i leader populisti sono pronti a incoraggiarli" (tradotto dall'originale). Viene meno quello che un tempo si definiva l'intermediario giornalistico (cui spettava il fact-checking). Oggi l'intermediario viene talvolta considerato (soprattutto dai "complottisti") come colui che manipola le notizie per nascondere la "verità".
L'anarchia del web e dei social rischia così di distorcere fortemente le informazioni e la percezione di esse. Pensiamo a quante bufale girano sul web e sono spacciate per vere e talvolta non bastano neppure autorevoli smentite per convincere le persone che certe notizie siano totalmente false.
La disintermediazione delle fonti giornalistiche che ha fornito il web, ci ha fatto entrare nell'epoca della post-verità, che potrebbe cambiare di molto gli scenari socio politici cui eravamo abituati fino ad oggi.