venerdì 11 novembre 2016

Movimento 5 Stelle e Trump sono esperienze politiche piuttosto differenti


Ho sentito qualcuno paragonare l'esperienza Trump con quella del Movimento 5 Stelle. Sono due esperienze politiche piuttosto differenti, sebbene entrambi "peschino" da bacini elettorali con alcune caratteristiche comuni. Ma se il bacino elettorale può essere simile ("scontenti", "antisistema", ecc.) la "proposta" politica e la squadra che la sostiene, sono molto differenti. Trump è un esponente del Partito Repubblicano (sebbene un esponente la cui scalata al partito non è stata affatto semplice), uno dei due partiti storici USA e, nella sua amministrazione, si circonderà anche di esponenti di quel partito che hanno esperienze amministrative alle spalle. Il paragone, azzardato, poteva essere con il tentativo di Grillo di partecipare alle primarie del PD nel 2009 ma, se anche quella sfida avesse avuto successo, Grillo cosa avrebbe fatto: cooptato dentro tutti i "suoi" mettendo in disparte gli "altri"? O avrebbe collaborato anche con chi nel PD c'era già? Domande cui non si può dare risposta.
Il M5S è un movimento/partito ex novo anzi (a differenza del Partito Repubblicano), che fa proprio della "presa di distanza" da ciò che c'era prima uno dei cardini della propria proposta politica. Cardine che però ne è anche uno dei principali limiti: esisteva un mondo anche prima del M5S, esiste e può esistere anche un mondo diverso da quello che il M5S propone. Questo loro volere prendere le distanze da tutto e tutti, rischia di diventare una spirale: è impensabile sostenere che tutto il mondo preesistente alle idee 5 Stelle sia da buttare e che tutto vada cambiato. Non è possibile né pensabile buttare via tutto e creare un "mondo" ex novo. Non è possibile pensare che tutto ciò che non sia 5 Stelle sia politicamente "sbagliato" (questo dovrebbe valere per tutte le formazioni politiche).
L'impressione è che i 5 Stelle rischino di rimanere intrappolati da questo loro, non solo voler essere "diversi totalmente dall'esistente", ma anche dal non volere accettare quasi nulla del "preesistente".
Questo, lo vediamo, è uno dei principali motivi per cui, laddove amministrino, abbiano grosse difficoltà di "movimento". Se non escono dall'idea che ci sono e ci devono essere pensieri diversi e che, in democrazia, vanno accettati e rispettati (e anche combattuti politicamente), potranno anche aggregare le istanze di un elettorato molto eterogeneo (altro aspetto di cui parlerò con altri post) ma, difficilmente, potranno governare in modo adeguato un paese.
Per diventare forza di governo, devono capire che esiste la pluralità politica, quando nel passato la pluralità è venuta meno, la storia ha vissuto tempi molto bui.