giovedì 2 marzo 2017

Non possono esistere diritti senza doveri


Correva l'anno 2012 (post del 03 marzo 2012)

In Italia quotidianamente sentiamo singoli individui, associazioni di essi, gruppi più o meno grandi, che rivendicano diritti. La discussione pubblica è spesso incentrata sui diritti, facendo troppo poco riferimento ai doveri. Per questo motivo parto da questo assunto: non possono esistere diritti senza doveri. Se facciamo riferimento alla Costituzione Italiana, vediamo come buona parte dei diritti che vengono quotidianamente (anche giustamente) rivendicati, non potrebbero esistere senza i doveri previsti dalla Carta. Ma nella discussione pubblica, di doveri di cittadinanza si parla troppo poco. Una nazione si fonda principalmente (quantomeno sta in piedi) sui doveri dei cittadini che ne fanno parte (senza volere per forza scomodare Mazzini o Silvio Pellico). Se poi consideriamo che questi cittadini sono gli italiani, popolo che purtroppo spesso non brilla per senso civico, ecco che ritengo opportuno che la discussione pubblica venga incentrata maggiormente sui doveri dei cittadini, soprattutto in questo particolare momento storico. Tra l'altro c'è un abuso che viene fatto da molti, sulla parola diritti. Succede che si rivendichino diritti che non possono esistere, presunti diritti che ledono libertà e diritti altrui. Un diritto individuale non può ledere i diritti altrui, tanto meno quelli della collettività. Vorrei vedere più spesso gente che manifesti non solo per rivendicare diritti, ma per chiedere il rispetto dei doveri. Doveri senza i quali non potrebbe esistere lo Stato e non potrebbe così esistere alcun diritto. Così succede che un po' tutte le parti politiche, formulino soluzioni semplicistiche a problematiche complesse (ovviamente con il solo scopo di guadagnare consenso elettorale che, in una situazione di campagna elettorale permanente quale viviamo da 20 anni, diventa l'unico obiettivo politico da perseguire). La rivoluzione civica necessaria all'Italia per ripartire e non sprofondare, passa inderogabilmente da una riscoperta dei doveri da parte di tutti i cittadini. Ora come non mai è indispensabile uno sforzo verso i doveri che spettano alla cittadinanza. Uno dei principi delle democrazie liberali (quelle presenti nella maggior parte del mondo occidentale moderno; per una definizione specifica si rimanda a Sartori “democrazia cos'è, 2011) è: “no taxation without representation”. Il testo, che vale ovviamente anche oggi, dovrebbe essere letto anche a rovescio, con questo senso: “serve innanzitutto rispettare tutti i doveri di cittadinanza, per averne i diritti”.

Nicola Andrucci