martedì 31 maggio 2016

La politica dell'accontentare


Uno dei limiti principali della politica con una scarsa visione del futuro, è quello di cercare di “accontentare” categorie (dalle lobbies alle singole persone) nonostante l'interesse collettivo possa chiedere altro (v. studi Public Choice). Ciò è prevalentemente tipico nei paesi consociativi (l'Italia, in buona parte, storicamente lo è), fino ad arrivare alle derive che i politologi definiscono “politica clientelare”. La “clientela politica” è un problema gravissimo, uno dei limiti più grandi allo sviluppo delle società. E' principalmente un problema sociale, prima ancora che politico, e per questo molto difficile da debellare. Poiché quando si diventa clienti e si beneficia di un privilegio, è poi difficile rinunciarvi poiché si ritiene il privilegio un diritto acquisto (lo vediamo in tantissimi campi). Si fatica a guardare agli interessi collettivi, se un occhio è sempre aperto sul proprio interesse personale, anche laddove questo contrasti con gli interessi comuni. 
E' necessario un profondo cambiamento culturale, dal quale però ancora temo siamo ancora piuttosto lontani.

lunedì 30 maggio 2016

Campagne elettorali per le amministrative 2016


Seguo, per quanto possibile e in via indiretta, le campagne elettorali per le elezioni amministrative di alcuni comuni che andranno al voto nel mese di giugno. Da ciò che ho visto e sulla base della mia esperienza, posso dire che non tutti stiano applicando in modo adeguato le tecniche delle moderne campagne elettorali, in particolare per quanto riguarda organizzazione e strategia. Alcuni partiti politici (anche e soprattutto nella loro dimensione locale) sono ancora legati alle campagne elettorali cosiddette pre-moderne e fanno affidamento sul voto ideologico e di appartenenza che è però sempre meno forte tra gli elettori. Chi invece prova qualcosa in più, cerca di rimanere sul tradizionale, anche laddove si utilizzino i new media. Certo, le differenze si vedono tra chi sta facendo poco e male (per quanto riguarda le tecniche di campagna elettorale) e chi, pur rimanendo nella “tradizione”, ha un suo processo organizzativo e strategico
Una buona campagna elettorale non da certezze di vittoria ma sicuramente aiuta. I partiti tradizionali tendono invece ad affidarsi soprattutto al voto ideologico, ritenendo la propria proposta già “a posto così”, il loro obiettivo è principalmente mobilitare il proprio elettorato radicato, ma ciò è un rischio poiché la volatilità elettorale è sempre più alta e quell'elettorato radicato è più presunto che reale. 
Se i partiti tradizionali non si rendono conto che la società sta cambiando molto velocemente e con lei molto velocemente anche il corpo elettorale e le modalità con cui si consolida il consenso, nel giro di pochi anni potremmo vedere grossi e sorprendenti cambiamenti, anche in quelle regioni dove il voto ideologico era storicamente piuttosto consolidato.

domenica 29 maggio 2016

Chavez e Simeone, esempi di sportività

Non siamo abituati, noi italiani, a sentire certe parole dopo una sconfitta sportiva. Quelle di Chavez, scalzato ieri da Nibali dalla testa del Giro d'Italia, e Simeone, sconfitto immeritatamente nella finale di Champions.
Simeone avrebbe potuto recriminare sul gol irregolare del Real Madrid, sulla sfortuna, invece ha avuto solo parole di elogio per i suoi ragazzi e per i vincitori.
Chavez ha visto sfumare la vittoria in un grande giro alla penultima tappa, c'erano si suoi genitori venuti per la prima volta in Europa. Lo hanno intervistato, era sorridente, felice.
La faccia bella dello sport, aldilà delle polemiche, del livore delle lamentele, cui siamo troppo spesso abituati in Italia. Fortuna che ci sono altri modi per concepire lo sport.
Si può essere dei vincitori anche quando si perde.