sabato 2 luglio 2016

Parco Nazionale Foreste Casentinesi: La Lama, lungo la pista forestale più bella d'Italia

In MTB nella Riserva Naturale della Lama, nel comune di Bagno di Romagna, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna.

venerdì 1 luglio 2016

Renzi alla fine rottamerà se stesso?


Da rottamatore a rottamato, questa potrebbe essere la parabola di Renzi, alla luce dei recenti risultati alle amministrative e secondo le proiezioni dei sondaggi che parlano di un superamento del M5S nei confronti del PD.
Sono tantissimi gli errori politici che ha fatto Renzi in questi due anni, a partire dalla non gestione del partito, con una mancata “rottamazione”, avendo visto (soprattutto a livello territoriale) perlopiù cambi di casacche piuttosto che ricambi di persone, nonché una balcanizzazione del partito di cui ho già parlato. L'elevato dirigismo in fase governativa e l'essersi circondato da fedelissimi, nonché atteggiamenti dei medesimi e di lui stesso che non hanno propriamente suscitato sentimenti di simpatia, stanno creando un solco tra Renzi e i potenziali elettori. E' riuscito nell'impresa titanica di far quasi dimenticare come abbiano gestito partito e politica i suoi predecessori, nonché gli atteggiamenti elitari dei medesimi, atteggiamenti che ancora oggi emergono ogni volta che queste persone parlano e si espongono. Una frattura tra le élite e i cittadini che ha ben descritto ieri Ernesto Galli della Loggia sul Corriere e che fanno capire come quella élite afferente a un “certa sinistra” non abbia oramai contatto con il popolo e per questo è destinata a diventare (o rimanere) qualcosa di marginale nella politica attuale e del futuro, in Italia e in Europa.
Infine Renzi, polarizzando su di sé la questione del Referendum, è riuscito a farlo diventare un Renzi SI Renzi NO, mettendo tutti assieme e coesi coloro che, dall'estrema destra all'estrema sinistra passando tutto lo spettro politico, vogliono mandarlo a casa. E c'è da credere che, col Referendum, ci riusciranno. E a Renzi, probabilmente, riuscirà l'impresa di passare da rottamatore a rottamato poiché non sembra più avere un adeguato controllo della situazione e gli errori della sua gestione del consenso, sono stati troppo grandi.

giovedì 30 giugno 2016

Unione Europea: paure ed isolamento vs sviluppo e sicurezza

L'esponenziale sviluppo dei new media negli ultimi decenni, ha cambiato non solo le modalità di comunicazione ma pure quelle di ricezione delle informazioni da parte dei cittadini. Sono saltati i filtri della stampa tradizionale, cosicché sempre più persone si informano nel mare magnum di internet, dove si trova di tutto, compreso un quantitativo colossale di bufale, falsità e disinformazione, che alimentano le paure soprattutto di quei soggetti propensi a cercare “verità”, senza filtrare le fonti.
Viviamo in una società mediamente più sicura delle precedenti, ma la massificazione delle informazioni che ci arrivano da tutto il mondo, tendono a distorcere la nostra percezione. Cosicché si alimentano le paure e la tendenza è quella di chiudersi ed isolarsi. Ma l'isolamento, se può dare risposte nel breve, crea indubbiamente problemi nel lungo periodo. Nessuna nazione, isolata, può affrontare le problematiche del mondo globalizzato. Per questo la risposta non dovrebbe essere l'isolamento, ma l'unione, la condivisione e la coesione. E' questa l'unica via per l'Europa, dove l'emergere di nuovi “nazionalismi”, scaturisce anche dall'incapacità delle attuali e passate classi dirigenti, nel dare certezze ai cittadini europei, facendo sembrare l'Unione Europea un istituzione fortemente frammentata, incapace di navigare quando le condizioni del mare peggiorano.

Certo, sussistono ancora importanti divisioni socio-economico-politiche all'interno dell'Europa, per questo è importante agire, dando risposte che non alimentino le paure e il conseguente isolamento. Una migliore redistribuzione dei redditi, con un divario all'interno della popolazione che si è enormemente ampliato a partire dai primi anni '90, politiche di sviluppo che portino alla ripresa degli investimenti (c'è un enorme capitale privato che resta fermo, anche a causa di paure ed incertezze). Ciò passa giocoforza da un allentamento dei vincoli economici imposti dalla Germania, che difende in primis i suoi interessi (vedi il surplus commerciale). Servono inoltre maggiori certezze sulle politiche legate alla sicurezza, nessuno vuole sentirsi dire “abituatevi ad essere meno sicuri”. Serve, insomma, una maggiore attenzione ai cittadini europei, che percepiscono la UE come qualcosa di lontano, quando non estraneo (o, peggio, limitativo) alle proprie vite.

martedì 28 giugno 2016

Brexit, l'Europa vuole accelerare l'uscita del Regno Unito

Se uscita deve essere, uscita sia, con tutti gli onori ed oneri. L'UE vuole un'uscita rapida del Regno Unito e pare non vorrà tenere rapporti di favore con questi paesi. E ciò appare logico, non si può pensare di avere solo privilegi e niente obblighi come ha detto la Merkel. Non tanto per il rischio contagio ma perché, se così fosse, non solo l'Unione Europea non avrebbe più alcun senso economico-politico, ma altri paesi pagherebbero i privilegi di chi non fa parte dell'Unione. Si metterebbe in crisi il senso stesso dell'Istituzione. 
C'è da credere che, per questa scelta, saranno molti di più i problemi per il Regno Unito, rispetto a quelli degli altri paesi dell'Unione Europea. Unione che deve cambiare le sue politiche, certo, ma il futuro non passa né dall'isolamento, né dalla disgregazione. Servono nuove sinergie, nuova coesione, politiche che portino al rilancio interno, con allentamento delle rigidità di bilancio imposte dalla Germania, politiche condivise in materia di sicurezza (non ultimo un esercito europeo), fino a giungere a una federazione di Stati. E anche su tutto questo, bisogna accelerare.

lunedì 27 giugno 2016

Grande Italia: prima domina, poi soffre, alla fine vince

2 a 0, Italia ai quarti di finale e Spagna a casa. Partita intensa degli azzurri che non riescono a chiuderla nel primo tempo, nonostante le varie occasioni. Poi, nel secondo tempo, cresce la Spagna, l'Italia si chiude troppo, ma in un paio di occasioni riesce a ripartire. Ultimi minuti in sofferenza, poi il gol del 2 a 0 di Pellé che chiude la partita, sbloccata da Chiellini bravo a mettere in rete dopo una respinta corta del portiere, su punizione di Eder.
L'Italia avanza in questo Europeo.

Valentino Rossi, fine del sogno mondiale?

Le parole che ha usato Valentino Rossi su se stesso sono inequivocabili, relativamente alla gara di MotoGP di ieri. Ha fatto tutto da solo, ha buttato via gara e probabilmente il suo mondiale, con incredibile ingenuità. E' un peccato, poiché meritava il decimo titolo molto più di quanto lo meritasse, per la propria velocità in pista, l'anno scorso. Valentino Rossi ha 37 anni, difficile pensare possano esserci altre occasioni per lui. Dopo anni passati a guardare altri vincere, poiché questa è la verità (il suo ultimo mondiale risale al 2009), poteva essere il sigillo definitivo per essere considerato il più grande motociclista di sempre. Ma, diciamoci la verità, anche da tifosi, il più grande motociclista di sempre, forse non avrebbe buttato via la gara di Assen in quel modo, quando tutto si era messo per il meglio e bastava solo arrivare in fondo. E quindi i dubbi salgono, poiché quando la sua carriera sarà conclusa e si analizzeranno gli ultimi 20 anni di gare in moto, probabilmente si dirà che Valentino ha vinto quando quando c'erano i Gibernau, i Melandri, i Biaggi poi, arrivati gli Stoner e i Lorenzo negli anni della loro maturità, e Marquez fin da subito, il dottore è sempre stato dietro a questi. Certo, sempre lì competitivo (eccezion fatta per i due anni in Ducati), ma sempre dietro a uno di loro. Questo dicono i numeri, inutile girarci attorno. Si potrà dire che Valentino ha 10/15 anni in più di loro e ora ne ha 37, ma da questi è stato battuto anche quando ne aveva 31. 
Se dovessi dare un giudizio da "non tifoso", direi che la possibilità che venga considerato il più forte di sempre, sia da rivedere. Nulla da togliere a un grandissimo campione che ci ha fatto divertire per 20 anni ma, probabilmente, Lorenzo e Marquez quando sarà finita la loro carriera (visti gli attuali risultati in pista), avranno vinto di più (per quanto, da tifoso, possa scocciarmi, ma nello sport vince il più forte, non il più simpatico o quello per cui fai il tifo). E le loro vittorie le avranno conseguite nello scontro diretto contro il medesimo, quindi con maggior valore in termini comparativi, mentre le vittorie di Rossi saranno state quasi tutte quando questi piloti non c'erano. Come sarebbe andata se Valentino Rossi li avesse incontrati quando aveva 20 anni, non lo sapremo mai. Ma quando li ha incontrati, gli altri sono stati più forti di lui (in breve: 2012 vittorie Lorenzo 6, vittorie Pedrosa 7, vittorie Rossi 0; 2013 vittorie Marquez 6, vittorie Lorenzo 8, vittorie Rossi 1; 2014 vittorie Marquez 13, vittorie Lorenzo 2, Vittorie Rossi 2, 2015 vittorie Lorenzo 7, vittorie Marquez 5, vittorie Rossi 3). Questo dicono i numeri.
Da italiano e da tifoso mi sarebbe piaciuto dire che Rossi sia stato il più forte di sempre nelle gare di moto, ma credo che nel giro di pochi anni, i numeri in pista, diranno altro. Senza nulla togliere a un grandissimo campione che, nonostante risultati altalenanti, continua a fare divertire.

domenica 26 giugno 2016

UE: come si cambia, per non finire

Prendo spunto dall'analisi di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, per fare alcune riflessioni. Panebianco, in un passaggio del suo editoriale, dice: "Chi vuole riformare l’Europa è a un bivio. Può continuare a cantarci la solfa secondo cui ci vuole più integrazione politica: è il modo più sicuro per garantire la vittoria, alle prossime elezioni presidenziali francesi, di Marine Le Pen. Oppure, può riprendere in mano alcune delle più valide obiezioni britanniche spingendo politiche e istituzioni europee in direzione diversa dal passato: fine del dirigismo, fine delle intrusioni immotivate nella vita dei cittadini, concentrazione delle attività dell’Unione su pochissime, essenziali cose, governo dei flussi migratori in primis".
Come ho scritto in precedenti articoli, i cittadini europei oggi percepiscono l'Europa come qualcosa di distante e ciò è per buona parte colpa degli atteggiamenti degli euroburocrati. Non possiamo sapere come sarebbe oggi l'Europa senza UE, ma conosciamo limiti attuali e problemi di questa UE. Invece di dare risposte ai cittadini, gli euroburocrati, con atteggiamento elitario, stanno scollando sempre di più questa istituzione dal popolo, con tutti i rischi che ne possono conseguire.
O si cambia o tutto finisce. Non condivido l'eccesso anti-federalista di Panebianco, poiché credo che uno dei passaggi per salvare l'Union Europea siano proprio gli Stati Uniti d'Europa, che limitino gli strapoteri ed interessi nazionali dei singoli stati (in particolare quelli tedeschi) e promuovano politiche coese negli interessi di tutti e non solo di qualcuno. Ma non possiamo neppure negare l'attuale fallimento, perlomeno nella percezione dei cittadini, delle politiche di sicurezza (economica e sociale) dell'attuale UE. Se il messaggio percepito continuerà ad essere "abituatevi a stare peggio", l'Unione Europea si dissolverà come neve al sole. Purtroppo l'attuale classe dirigente europea, non sembra in grado di dare grandi messaggi di speranza, e questo è un grosso problema per il futuro dell'UE.