sabato 6 agosto 2016

Cattolicesimo: una religione in “crisi”?


Sebbene rappresenti ancora una delle religioni con più alto numero di fedeli (spalla a spalla con Islam), il cattolicesimo negli ultimi decenni pare entrato in una “crisi” che ne ha ridotto il numero di fedeli praticanti e delle vocazioni (soprattutto nei paesi europei). Il processo di secolarizzazione in atto da tempo nelle nostre società, ha creato una certa "distanza" dalla religione cattolica, non più identificativa come una volta, di un popolo. Il Papa ha parlato più volte di Europa con solide radici cristiane, ma nella società attuale questo legame appare molto più flebile che in passato. Certo, resta una enorme cultura sacra fatta di opere d'arte, ma l'identificazione degli europei con la religione cattolica e cristiana, appare molto meno solida rispetto a qualche decennio fa. Il trend, al momento, appare inesorabile, secondo alcune stime nel giro di qualche decennio potrebbero sparire i matrimoni in Chiesa. Inoltre, senza una riforma che elimini il celibato per i preti, si potrebbe arrivare alla “scomparsa” delle vocazioni da parte degli europei, nel giro di qualche decennio. Insomma, oggi la religione cattolica non sembra più un grado di “attrarre” cittadini che per secoli l'hanno seguita.

venerdì 5 agosto 2016

Riopetroso e i "fantasmi" di Camorelli

Erano un bel po' di anni che non andavo nel paesaggio "lunare" di Riopetroso, nel comune di Bagno di Romagna, antica località abbandonata da tempo. Il tempo non prometteva granché, ma mi sono voluto avventurare. Ed avventura è stata...

martedì 2 agosto 2016

L'idea di democrazia di Erdogan

Non so quale sia l'idea di democrazia che ha Erdogan, ma posso immaginarlo. Mi chiedo quale leader di un paese che si dice democratico possa "minacciare" ritorsioni verso un altro paese, poiché il figlio del presidente è indagato dalla Magistratura.
Nelle democrazie, la Magistratura è libera e indipendente, non agisce in nome del governo ma in nome del popolo
Intanto l'europa politica, se mai è esistita, continua col suo sonno.

lunedì 1 agosto 2016

Quell'Italia furbetta per cui il problema sono sempre gli altri

Oggi sul Corriere.it è uscito un articolo di Gian Antonio Stella, dal titolo "Il castigo inesistente per i falsi e le bugie". Il giornalista parla di un malcostume dei furbetti dell'autocertificazione, i quali autocertificavano il falso per godere di vantaggi personali: si va da falsi docenti di sostegno a falsi nullatenenti per non pagare rette dell'università, falsi medici con laurea autocertificata, falsi avvocati, falsi residenti, eccetera. Vere e proprie truffe, in un paese che si scandalizza (anche giustamente) contro i politici, ma non altrettanto "infervorato" quando il malcostume è dei cittadini. Quante volte abbiamo sentito giustificazioni imbarazzanti, nonché un atteggiamento come a dire "si ma gli altri fanno peggio... si ma la politica... si ma". Si ma un bel niente. Prima di lamentarci "solo" della politica, sarebbe necessario fare una bella analisi dello stato etico della società italiana. La classe dirigente è lo specchio del paese, per tanti anni si è dato la caccia all'untore, senza vedere che di comportamenti riprovevoli e inaccettabili, ce ne sono tanti anche tra i cittadini, non solo tra i politici. E mentre i cambiamenti politici, pur lenti, hanno una loro dinamica, i cambiamenti sociali quelli si, sono duri a modificarsi. E visto cosa succede quotidianamente purtroppo non c'è troppo da essere ottimisti per il futuro.

La bassa propensione italiana agli investimenti

Anche per quest'anno le stime di crescita del PIL per l'Italia sono tendenzialmente basse (attorno al 1%), mentre altri paesi, anche europei, crescono di più. Uno dei motivi (non certo il solo) della bassa crescita, è la bassa propensione che ha l'Italia negli investimenti. Siamo una nazione con un elevato risparmio privato, che però tende a rimanere “fermo”, senza trasformarsi in investimenti. Se il Pubblico attualmente ha contingentato gli investimenti per motivi anche normativi (vedi vincoli di Bilancio), ciò che mancano per una crescita decisa del PIL sono gli investimenti privati. Esistono alcune leve economiche per stimolare gli investimenti ma la tendenza al risparmio degli italiani, pare un fattore economico-culturale. Sarebbe quindi necessario aprire maggiormente il paese agli investitori esteri ma le lungaggini burocratiche, l'incertezza amministrativa nonché i tempi biblici della nostra giustizia, non sono certo un buon viatico. Servirebbe un forte intervento sulle tempistiche burocratiche (nonché certezza delle medesime) e una riforma del sistema giudiziario che paiono oggi qualcosa di estremamente urgente per fare ripartire il paese, altrimenti condannato a scalare verso il basso le classifiche della competitività.

domenica 31 luglio 2016

Icardi per 70 milioni va ceduto

Inutile continuare a fare muro, se la somma che offre il Napoli è veritiera, Icardi andrebbe ceduto. Con 70 milioni l'Inter potrebbe fare investimenti che, altrimenti, non può permettersi, vedi anche i limiti imposti dal fair play finanziario. Purtroppo l'erronea gestione economica post triplete, ha relegato l'Inter a una realtà di provincia dalla quale sarà difficile smarcarsi per parecchi anni a venire. Meglio quindi puntare su un vivaio giovane, facendo investimenti, con la speranza poi di monetizzarli in plus-valenze. Gli obiettivi dei nerazzurri non possono andare oltre a una difficilissima conquista dell'Europa League o della Coppa Italia. Di scudetto e Champions, al momento, meglio non parlarne.

Formula noia, sperando di essere smentito

Lo scrivo prima del GP, con la speranza di essere smentito (almeno oggi). Da (ex) "amante" della F1, penso che questo sport sia diventato tra i più noiosi e conciliatori di sonno delle domeniche pomeriggio. Uno sport in cui una sola squadra, negli ultimi 3 anni, ha monopolizzato quasi la totalità di pole position e vittorie, non può essere certo sinonimo di spettacolo. A questo si aggiunge l'assurdità di regolamenti che limitano sviluppo, test, eccetera. La F1 era uno sport estremo, dove la ricerca era spinta al massimo. Ora, se "indovini" una macchina, puoi garantirti la vittoria per anni, alla faccia dello spettacolo. Le case automobilistiche dovrebbero pensare seriamente a qualcosa di alternativo al circuito Ecclestone.