giovedì 22 settembre 2016

Chi non fa non falla: la spirale del non fare


E' un noto detto italiano che ci dice che se non si fanno le cose, non c'è il rischio di sbagliare.
L'impressione è che per il Movimento 5 Stelle questo detto possa diventare un leit-motiv politico.
Non si tratta di essere, in questo caso, pro o contro le Olimpiadi: sono le giustificazioni che vengono a più riprese date, che fanno sorgere dubbi sulle capacità amministrative e politiche, del M5S. Come già scritto, per crescere il paese deve investire. Se non investiamo, non cresciamo anzi, potremmo cominciare a regredire. Un po' come la favola che già raccontai, dell'asino cui il padrone smise di dar da mangiare per risparmiare.
Potrebbe diventare una sorta di spirale del non fare, quella dei 5 Stelle, secondo il mantra: meglio non fare che sbagliare; figlia anche di una visione politica giacobina che, come già detto da Nenni, farà trovare sempre uno più puro che ti epura.

mercoledì 21 settembre 2016

Il terrorismo è guerra


Trovo fuori luogo le parole del Capo di Stato Vaticano e Papa della religione cattolica, Bergoglio, quando dice, come riportato dalla stampa, che il terrorismo è niente rispetto alla guerra. Sono parole politicamente inaccettabili e mi meraviglia che abbiano trovato persino il plauso di qualcuno. In questo modo si rischia di banalizzare il terrorismo e ciò è inaccettabile.
Che reazione avremmo avuto se qualcuno avesse detto, ad esempio, che i campi di concentramento furono nulla di fronte alla guerra? C'è una qualche "dimensione", secondo Bergoglio, per cui qualcosa assume carattere di gravità? O c'è qualcosa che è dogmaticamente imparagonabile al resto?
Qui va distinto il ruolo del Capo di Stato, che è una funzione pubblica, da quello di guida religiosa che è un fatto privato, quali sono le religioni. 
Il terrorismo non può essere politicamente derubricato a problema secondario e marginale, in ottica benaltrista. 
Personalmente non ho mai compreso l'entusiasmo politico che ha suscitato Papa Francesco, forse perché la politica vive di riferimenti quale Machiavelli, mentre le religioni hanno altri scopi e fini.