venerdì 4 novembre 2016

Giro d'Italia 2017, tappa Ponte a Ema Bagno di Romagna: salita di Raggio - Spinello

Dopo avere visto la salita del Passo della Calla nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi che il Giro d'Italia affronterà nella tappa del 17 maggio 2017 con arrivo a Bagno di Romagna, in questo video vediamo la salita successiva, quella che da Santa Sofia (FC) porta a Montriolo, per poi proseguire verso Passo del Carnaio.
Lo strappo è breve ma intenso, con pendenze superiori anche al 12% in alcuni tratti, in particolare quello finale. Qui il gruppo potrebbe sgranarsi sensibilmente e qualcuno proverà ad andare via. Sarà un momento topico della tappa (io mi metterò qua per vedere il passaggio).


giovedì 3 novembre 2016

Una riflessione, sulla ricostruzione post terremoto

La grande frana di Corniolo, avvenuta nel 2010

Abbiamo sentito, in questi giorni, le parole "ricostruiremo tutto". Aldilà delle parole, credo si debba tenere conto della realtà dei fatti: sarà molto difficile riuscire a ricostruire "tutto" com'era - dov'era, andranno fatte delle scelte, principalmente per tre motivi:
1) TECNICO: sarà difficile, dal punto di vista tecnico, ricostruire tali e quali tutti quei paesi ed edifici, nel posto esatto in cui si trovavano, esattamente come erano, dove erano. Pensiamo ai paesi completamente rasi al suolo, solo il togliere completamente le macerie e trovare una "discarica" dove riporre quelle non riutilizzabili in loco richiede uno sforzo notevole. Inoltre si dovrà ricostruire con criteri antisismici, con costi sensibilmente più alti, magari possibilmente non su faglie critiche per non ritrovarsi col medesimo problema in futuro. Alcuni di questi paesi poi, erano in parte non abitati (o seconde case), segno che le popolazioni avevano già cominciato a non considerarli più come luogo di residenza, per vari motivi (produttivi, qualità della vita, ecc.). Il ricostruire tutto significherebbe che si ricostruirebbero anche quegli edifici che non erano più abitati e che, probabilmente, non lo sarebbero comunque più stati?
2) FINANZIARIO: hanno detto che ci sono i fondi ma la spesa per ricostruire tutto "com'era - dov'era" è enorme, più probabile che lo si riesca a fare solo in alcune situazioni, privilegiando il recupero di certi aspetti architettonici. Inoltre la spesa della ricostruzione sarebbe completamente a carico dello Stato o suddivisa tra pubblico e privato? Poiché un intervento solamente pubblico sembrerebbe finanziariamente poco probabile, a meno che l'Italia non abbia economie che non conosciamo. Quindi ci sarebbe da chiedersi perché la tassazione sia così alta, se lo Stato dovesse avere a disposizione questi "fondi extra"?
3) POLITICO: ho letto un giornalista che sul suo profilo Facebook sottolineava l'aspetto "negativo" della visione paternalista di uno Stato che garantisce sempre e comunque, limitando così l'azione del privato che si sente in qualche modo "garantito" in caso di eventi calamitosi. Quello che diceva questo giornalista era sostanzialmente che il privato sarebbe disincentivato a costruire con criteri antisismici (più onerosi) o stipulare delle assicurazioni, poiché lo Stato avrebbe poi garantito comunque (quello che gli economisti chiamano "azzardo morale").
Forse sarebbe il caso, in un paese con forti criticità geologiche come il nostro, cominciare a pensare di chiedere un'assicurazione obbligatoria su fabbricati ed edifici. So che questo può far storcere il naso a qualcuno, in un paese con una elevata tassazione, ma pensiamo anche ai costi che tutta la collettività deve garantire nel caso di questi eventi, a partire da quello gravissimo della perdita di vite umane.

Per questo è il momento di cominciare a fare scelte importanti fin da subito, a partire da un piano di messa in sicurezza degli edifici, tenuto conto che per quelli privati i costi li dovranno sostenere i privati, con il "vantaggio" degli incentivi certo, ma non è pensabile che lo Stato, che poi siamo noi, intervenga su tutti gli edifici presenti in Italia, per metterli "lui" (ergo, noi) in sicurezza. Capite che col populismo e la demagogia si fanno tante cose, ma è come dire che lo Stato debba garantire l'acquisto di una casa a tutti i cittadini, ma per farlo tutti i cittadini dovrebbero versare tasse pari ad almeno il costo di acquisto di quelle case (a meno che qualcuno non pensi che basti stampare i soldi).

So che può sembrare poco sensibile fare certi discorsi in questi momenti, ma la politica deve affrontare i problemi con realismo.

mercoledì 2 novembre 2016

Il senso civico dei Sampierani: in alto i cuori


Torna nuovamente alla ribalta delle cronache non solo locali, il "senso civico" dei sampierani. Dopo i numerosi premi e riconoscimenti ricevuti per la realizzazione della mulattiera di Corzano ora un'altra bella iniziativa è stata ripresa nei giorni scorsi anche dal TG3 Emilia-Romagna: si tratta de "In alto i cuori"che si pone l'obiettivo, come dice il volantino, di contribuire ai lavori di ristrutturazione del cimitero di San Piero in Bagno.
In un'epoca in cui in molti continuano a chiedere e a urlare (soprattutto sul Web) cosa "lo Stato faccia per loro", i sampierani fanno propria una famosa frase di J.F.Kennedy che diceva "non chiederti cosa il tuo paese possa fare per te, ma chiediti cosa tu possa fare per il tuo paese". E lo fanno, questi sampierani, senza divisioni di colore politico, nel comitato infatti ci sono cittadini che votano a livello locale e nazionale, formazioni diverse. Questo perché il bene comune è un'interesse comune, da portare avanti senza la polemica politica che oramai, soprattutto a livello nazionale, "attacca" qualsiasi ambito. Nella locandina, e mi piace sottolineare senza polemica di parte alcuna, c'è tutta la "Carta d'Identità" e gli scopi che l'Associazione si prefigge. 
Gli associati non vogliono piantare bandierine né prendere meriti personali, solo fare una cosa che tutti hanno a cuore: contribuire alla sistemazione del cimitero di San Piero.
Il senso civico dei sampierani, ancora una volta, si dimostra vincente.

martedì 1 novembre 2016

Giro D'Italia 2017, tappa Ponte a Ema Bagno di Romagna: salita Passo della Calla

Il 17 maggio 2017 il Giro d'Italia affronterà la "Tappa Bartali", da Ponte a Ema a Bagno di Romagna, quattro Gran Premi della Montagna attraversando uno degli scorci più belli di tutto l'Appennino, in particolare il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, di cui vediamo nel video la salita da Stia (AR) a Passo della Calla (AR-FC). 
E' una salita regolare e costante di 13 Km dal punto in cui si entra nel Parco Nazionale poco dopo Papiano fino al passo, pendenza media del 5,3%, massima 7,6% con un dislivello complessivo di 825 metri fino ai 1296 della vetta.
Qui i corridori avranno già affrontato la Consuma, in questo tratto di percorso potrebbe partire la fuga da lontano e sarebbe sicuramente una buona scelta, se riuscissero ad andare via una decina di corridori. La tappa infatti è un continuo saliscendi, ci sono i 30 km di discesa della Calla fino a Santa Sofia ma nei primi km si fa velocità e da dietro il gruppo non può recuperare più di tanto, da Corniolo fino a Santa Sofia anche i fuggitivi potranno tenere velocità sostenuta essendo la strada sempre in discesa. Una fuga che dovesse partire dalla salita della Calla qua, potrebbe andare in porto o, comunque, essere un importante punto d'appoggio per i capitani che correranno per la vittoria finale.
Le squadre dei leader dovranno tenere sostenuta la velocità lungo la salita e stare attenti, magari mandando qualcuno in avanscoperta, questa è una tappa che potrebbe muovere la classifica ben più delle tappe precedenti con arrivo in salita. Spesso si sottovalutano le salite appenniniche ma è un errore che qualcuno potrebbe pagare caro, lungo le strade dove si allenava Marco Pantani.

lunedì 31 ottobre 2016

L'importanza delle esercitazioni in materia di sicurezza

Nei giorni scorsi presso l'Ente in cui lavoro, abbiamo svolto la prova di evacuazione dell'edificio, con simulazione di un terremoto intenso ma non distruttivo. Abbiamo dato tutte le istruzioni ai dipendenti e l'evacuazione completa dell'edificio è avvenuta in 3 minuti, compreso 1 minuto di durata del sisma simulato. Osservando i comportamenti, abbiamo inoltre tratto informazioni utili per l'aggiornamento del piano di evacuazione.
I miei colleghi hanno partecipato seguendo tutti nel dettaglio le istruzioni, sarebbe importante svolgere queste prove in tutti gli edifici pubblici e non solo. Talvolta si sottovaluta l'importanza di certe esercitazioni che non sono affatto formalità.
In un territorio come il nostro dove il rischio sismico può andare dal medio all'elevato, sia la prevenzione che le esercitazioni, possono svolgere un ruolo fondamentale per preservare vite umane.