sabato 3 dicembre 2016

Trump con la Cina "scherza col fuoco"


La telefonata di Trump alla presidente di Taiwan ha irritato il governo cinese . Ovviamente Trump è libero di chiamare chi vuole, ma dovrebbe tenere conto dei delicati equilibri internazionali su certe questioni. Tra l'altro gli USA oggi non appaiono nelle condizioni di fare la "voce grossa" con la Cina che detiene oltre 1200 miliardi di dollari del debito statunitense, nonché il paese più popoloso del mondo si presenta come la seconda economia mondiale che, agli attuali ritmi di crescita, potrebbe superare nel giro di qualche lustro quella USA. 
Il mondo non ha certo bisogno di nuove tensioni ma di distensioni.

venerdì 2 dicembre 2016

Nico Rosberg si ritira da campione del mondo della Formula 1


E' arrivato inaspettato l'annuncio del ritiro dalla F1 da parte del neo campione del mondo Nico Rosberg.
Una scelta coraggiosa, da parte di un ragazzo che è riuscito nell'impresa di eguagliare il padre conquistando il massimo trofeo delle competizioni motoristiche su quattro ruote.
In passato altri sportivi si sono ritirati all'apice della carriera (senza essere esaustivi): recentemente la tennista italiana Flavia Pennetta dopo aver vinto gli US open; il nuotatore statunitense Mark Spitz ritiratosi a soli 22 anni dopo la vittoria di 7 medaglie d'oro alle olimpiadi di Monaco; Rocky Marciano ritiratosi da imbattuto nei pesi massimi; il nostro Alberto Tomba che si ritirò nel 197 a 31 anni, trionfando nell'ultima gara da lui disputata.

giovedì 1 dicembre 2016

Referendum costituzionale: l'elettore del sud di centrodestra potrebbe essere decisivo


Secondo l'analisi per l'Istituto Cattaneo del politologo sampierano Marco Valbruzzi, al referendum costituzionale del 4 dicembre potrebbero risultare decisivi i voti degli elettori di centrodestra del sud e proprio loro sarebbero nel "mirino" del premier Renzi in questi ultimi giorni di campagna referendaria. Secondo Valbruzzi chi riuscirà a "mobilitare", a proprio favore ovviamente, l'elettore di centrodestra del sud, potrebbe prevalere al referendum. Questo perché gli elettori del sud che in passato hanno votato centrodestra alle politiche, in larga parte non hanno "partecipato" alle precedenti consultazioni referendarie (circa il 50% di loro). Si tratta quindi di una grossa fetta di elettorato che lo schieramento del SI vorrebbe cercare di mobilitare a proprio favore. Probabilmente è anche a loro che si riferisce Renzi quando dice che si vince con il 60% di affluenza. 
Valbruzzi poi fa un riferimento anche all'elettorato del PD che, rispetto ai tempi della cosiddetta "Ditta", pare meno capace di mobilitare il proprio elettorato, proprio per le divisioni interne: si tratterebbe di un 20% di voto che andrebbe "disperso", cui aggiungere un 10% di voto contrario alla riforma. Il PD potrebbe quindi avere un ammanco del 30% di voti da parte del suo elettorato di riferimento, cui dovrebbe cercare di sopperire convincendo gli indecisi che, come emerge dalla ricerca, sarebbero principalmente al sud ed elettori di centrodestra.

mercoledì 30 novembre 2016

Rinnovato il contratto degli Statali: aumento medio di 85€


Dopo 7 anni di blocco è giunta la firma tra il ministro Madia e i rappresentanti dei sindacati CGIL, CISL e UIL sul rinnovo del contratto degli Statali.
L'aumento medio sarà di 85 euro, diversificato tra le varie categorie di lavoratori pubblici. Le parti hanno inoltre concordato che gli aumenti integreranno, in modalità da definire nella contrattazione di secondo livello, il bonus fiscale di 80 euro, cercando di non "penalizzare" chi dovesse superare la soglia in cui tale beneficio si percepisce (fissata in 1500€/mese).
La negoziazione prenderà il via dopo una necessaria verifica nella conferenza Stato-Regioni.

La "supremazia morale" di un partito o movimento non esiste


Pur credendo fortemente nel rispetto della legge e nella certezza della pena, su cui in Italia bisognerebbe lavorare partendo anche da una profonda Riforma della Giustizia, ho sempre pensato non esistesse una "supremazia morale" da parte di singoli partiti rispetto ad altri.
Anche per questo non mi ha mai convinto quella sorta di auto proclamazione moralizzatrice da parte del Movimento 5 Stelle. E non si tratta di sentir dire le solite frasi di circostanza "si ma gli altri?". Ognuno risponde personalmente di ciò che fa (lo prevede la Costituzione), però non si può essere garantisti o colpevolisti a seconda di come fa comodo. In questi casi, mi verrebbe da dire che non possiamo certo trovarci in situazioni di supremazia morale.
Non ci ho mai creduto neppure quando si parlava della presunta supremazia morale della Sinistra. E non c'ho mai creduto neppure per il Movimento 5 Stelle, un movimento/partito nato da poco e con ancora poco tempo passato in posizioni amministrative. Non per fare una difesa di ufficio dei "vecchi partiti", ma una visione di insieme la potremo avere dopo che anche il M5S avrà avuto un'esperienza ventennale come "partito".

C'è poi la questione intransigenza VS transigenza di cui avevo già parlato: sebbene abbia più volte parlato in questo blog del superamento del voto ideologico e di appartenenza con conseguente crescita della volatilità elettorale, permangono comunque delle "nicchie ideologiche" all'interno del corpo elettorale italiano.
Sebbene sia sbagliato dire "sono tutti uguali", per quanto riguarda una presunta supremazia morale da parte di singoli partiti, movimenti o gruppi/associazioni di cittadini, non mi sembra se ne veda granché.

martedì 29 novembre 2016

Il "senso civico" nel parcheggiare l'auto


Sabato sera ho fatto un giro a San Piero in Bagno, mio paese d'origine, e al mio arrivo in centro (un paese che si sviluppa circa in 2 km per 1) ho trovato una situazione disarmante per quanto riguarda le auto parcheggiate sui marciapiedi e in divieto di sosta: su via Garibaldi erano presenti 8 auto sul marciapiede che rendevano veramente difficoltoso il passaggio, anche delle persone a piedi. Lo stallo invalidi era occupato da un auto senza contrassegno. Nella piazza principale (Allende) c'erano 10 auto sul marciapiede.
La cosa è ancora più incredibile se si pensa che in via Gramsci, a meno di 200 metri da Piazza Allende, c'è sempre un'ampia disponibilità di parcheggi. Invece si continua a voler parcheggiare "davanti al bar", salendo sui marciapiedi e, così facendo, contribuendo a rovinarli. Poi magari ci si lamenta pure che i marciapiedi sono rovinati e, udite udite, che si prendono le multe!
Non voglio certo fare il "moralista", ma mi chiedo quale rispetto verso il prossimo e la comunità, si abbia parcheggiando in quel modo, danneggiando così chi vorrebbe usufruire regolarmente del marciapiede camminando, nonché rovinando il bene con aggravio di costi per la collettività per la necessaria manutenzione.
Mi chiedo inoltre se queste persone farebbero allo stesso modo a casa loro: parcheggiando sul proprio marciapiede (rovinandolo), ostruendo il passaggio ai propri familiari.
Prima di "lamentarci", a volte anche giustamente, cominciamo col pretendere il rispetto delle civili regole di convivenza, evitando benaltrismi per cui "ci sarebbe sempre altro cui pensare". Cominciamo a pensare anche da queste cose che possono sembrare minori ma non lo sono: io sono "zoppo", ho difficoltà a camminare e ho il contrassegno handicap per il parcheggio, però non "pretendo" di parcheggiare dove non si può, danneggiando così gli altri. Se io posso permettermi di parcheggiare alla Torretta e camminare fino in centro, credo possano farlo anche coloro che "pretendono" di lasciare l'auto davanti al bar, sopra al marciapiede e in divieto di sosta.

Vivaldi: Allegro I movimento. Banda Santa Cecilia di San Piero e Bagno

Domenica scorsa la Banda Santa Cecilia di San Piero e Bagno ha festeggiato "Santa Cecilia" patrona della musica.
Nel video le prove prima del concerto dell'Allegro di Vivaldi I movimento, alle trombe Tolmino Marianini e Francesco Ulivi.

lunedì 28 novembre 2016

C'era una volta la F1

(immagine del web: Pixabay)

Dopo c'era una volta l'Inter, è il momento di c'era una volta la F1. Ne ho già parlato varie volte sul blog, ora vorrei riportato qualche numero.
Qualcuno, in risposta al mio post, aveva detto che la F1 è sempre stata fatta di "domini" da parte delle scuderie e che anche in passato le vittorie erano andate spesso a una sola squadra.
Vediamo allora qualche dato:
2016 vittorie Mercedes: 19 su 21 (20 pole), 2 vittorie Red Bull;
2015 vittorie Mercedes: 16 su 19 (18 pole), 3 vittorie Ferrari;
2014 vittorie Mercedes: 16 su 19 (18 pole), 3 vittorie Red Bull;
2013 vittorie Red Bull: 10 su 19 (8 pole), altre tre squadre con vittorie;
2012 vittorie Red Bull: 7 su 20 (8 pole), altre tre squadre con vittorie;
...
2009 vittorie Brown: 8 (5 pole)
2008 vittorie Ferrari: 8 (8 pole)
...
2005 vittorie Renault: 8 (7 pole)
...
2002 vittorie Ferrari: 15 (10 pole)
...
1998 vittorie McLaren: 9 (12 pole)
...
1992 vittorie Williams: 10 (15 pole)
...
1983 vittorie Ferrari: 4 (8 pole)

Fatta eccezione del 2002, gli ultimi tre anni di dominio Mercedes appaiono una assoluta anomalia nella storia di questa competizione: siamo quasi di fronte a un mono-marca.

Dal mio punto di vista la Formula 1 ha smesso di esistere, diventando un altro sport (quello attuale, che però porta il medesimo nome), quando si è passati dalla competizione meccanica a quella elettronica, nonché con il passaggio dalla competizione estrema alla regolamentazione estrema.
La F1 di oggi non ha quasi niente in comune con quella di 20 anni fa, se non che si gareggia su una monoposto con le ruote e vince chi arriva prima.
Tra l'altro tutte le statistiche sulle vittorie, risentono fortemente degli ultimi 10 anni di competizioni che, spesso, sono state una sorta di monomarca, cosicché tra i piloti più vincenti in assoluto troviamo al secondo posto Hamilton che è si forte ma ha avuto la "fortuna" di gareggiare quasi sempre in monoposto molto competitive, quando non assolute dominatrici, fin dal suo esordio: Lo stesso Vettel, al quarto posto assoluto, ha beneficiato del dominio Red Bull per 4 anni, così come il neo campione del mondo Rosberg che ha 23 vittorie, una in meno di Fangio.

Le statistiche lasciano il tempo che trovano, il problema invece è che vincendo da tre anni quasi esclusivamente una scuderia, ci troviamo di fronte a una sorta di mono marca. La F1 era competizione, ora è una gara a due con il resto che fa da contorno. Se gli organizzatori sono contenti di aver creato questo circus, contenti loro. A me che sono appassionato di gare di auto fin da bambino e che le ho seguite anche live, questo spettacolo, se così si può chiamare, non piace affatto.

La riforma della Pubblica Amministrazione: la sfida più complessa dell'Italia repubblicana


Riprendo un post che ho scritto circa un anno fa, sulla Riforma della P.A.

Riformare la Pubblica Amministrazione in Italia è probabilmente la più grande sfida che il Paese abbia mai affrontato nella sua storia repubblicana. Poiché non si tratta di modificare e/o innovare una “struttura organizzativa”, ma di cambiare gli italiani, i loro comportamenti, atteggiamenti, modo di vivere e di fare, di approcciarsi con il prossimo, con e nella società. 
Chi pensa che la P.A. e il suo funzionamento siano qualcosa che riguarda solo chi ci lavora si sbaglia di grosso: la Pubblica amministrazione siamo tutti noi, la pubblica amministrazione è lo specchio del paese, è il funzionamento dei rapporti della nostra società, è il pubblico e il privato. Per questo è così difficile da modificare, da riformare, da innovare: riguarda infatti, nel bene e nel male, la vita di tutti noi. Di tutti i tanti "diritti" che con forza si invocano, spesso scordandosi i “doveri”. O quei “privilegi” che vengono scambiati per diritti, e ancora il fatto che ci si indigni e scandalizzi per i "privilegi altrui", senza vedere i propri. Quando si parla di un fenomeno gravissimo quale la corruzione nella P.A. ad esempio, spesso ci si dimentica che se c’è un “corrotto”, deve esserci anche un “corruttore”, e chi “corrompe” lo fa per i propri interessi a scapito di altri (altrimenti, se la subisse, sarebbe estorsione). Riformare la Pubblica Amministrazione, significa cambiare gli italiani. Certo, nessuno si aspetta miracoli (poiché cambiare una società, con la propria cultura ed atteggiamenti che si sono formate nei secoli, è sempre difficile), ma da qualche parte si deve cominciare. Ho scritto spesso, sul mio blog ma anche nella mia tesi di laurea, di Riforma della P.A., talvolta entrando nel dettaglio con proposte concrete. Da dipendente della Pubblica Amministrazione, vivo quotidianamente il suo funzionamento, come tanti altri colleghi vedo cosa funziona e cosa no, cosa e come si potrebbe migliorare. L'impressione è stata sovente che chi andava a normare, non avesse piena coscienza di cosa sia e come funzioni la P.A. italiana, le sue enormi diversità e peculiarità. Si è cercato, errando, di trattare tutti i settori allo stesso modo, per cui un Ente di 5 dipendenti doveva avere il medesimo e rigoroso principio di funzionamento di uno con 50mila, o con risorse economiche disponibili molto diverse tra loro. Spesso si è cercato di normare di tutto e di più, senza comprendere che non è possibile predeterminare qualsiasi tipo di azione umana, controllare variabili che sono infinite. E' stata una sorta di "arroganza normativa", figlia di una cultura giuridica per cui tutto sarebbe determinabile e direzionabile con il solo impiego di norme. Ma le teorie sociologiche della razionalità assoluta, nel resto del mondo, sono state superate da un centinaio di anni. Oggi ciò che principalmente serve (e manca) è il superamento della logica giuridica per cui è la rigorosa implementazione di un procedimento che determina l'azione della P.A., in favore di una governance tesa al conseguimento di risultati che gli anglosassoni chiamano New Public Management. 
L'Italia ha indubbiamente una grande tradizione giuridica, ma è venuto il momento di accogliere anche le istanze di gestione tipiche di altri paesi, senza chiudersi nel proprio modello. Vari tentativi sono stati fatti, ma il NPM in Italia è qualcosa ancora troppo sulla carta: hanno introdotto ad esempio il Piano della Performance, ma in quanti Enti viene applicato così come si fa nelle amministrazioni anglosassoni? Non si può prendere qualcosa da un altro paese e buttarlo dentro al proprio, senza integrarlo e renderlo efficiente. Da questo punto di vista siamo lontani anni luce dalla piena efficienza e il buon funzionamento della P.A., e qui mi sento di spendere una parola, è spesso demandato alla buona volontà di chi ci lavora (non tutti certo, non sarò io a fare il "di tutta l'erba un fascio a rovescio") che si impegnano per conseguire i risultati, nonostante tutte le difficoltà: la burocrazia e i suoi processi farraginosi quando non insostenibili, la carenza di risorse umane ed economiche. Poi certo, c'è anche tutto ciò che non funziona o funziona male (ed è tanto, troppo, nessuno lo vuole negare), talvolta anche a causa di chi nella P.A. ci lavora, ma così come non me la sento assolutamente di fare un elogio sperticato "indiscriminatamente a tutti", neanche credo che sia tutto da buttare via. Come tanti aspetterò i decreti attuativi (nda. alcuni già arrivati, nel frattempo è arrivato anche un pronunciamento della Consulta), li leggerò con attenzione, nella speranza che questo Moloch possa cominciare a modificarsi. Non sarà per niente facile, serve l'impegno di tutti per cambiare l’Italia e, lasciatemelo dire, anche gli italiani.

domenica 27 novembre 2016

Rosberg campione del mondo di F1 2016

Gara tutta in controllo da parte del pilota tedesco, come tua la sua ultima parte di campionato. Il GP lo ha vinto Hamilton ma il secondo posto è bastato a Rosberg per laurearsi campione del mondo.
Considerazioni finali: il mondiale di F1 è oramai una competizione interna a una sola squadra, qualcosa di veramente noioso. Manca la F1 di una volta, questa si chiama uguale ma di fatto è un altro sport.