venerdì 20 ottobre 2017

Scorci di Santa Sofia






Oggi pomeriggio ho fatto un giro con la bici, dentro Santa Sofia: ho fatto il classico lungofiume fino al Parco delle sculture, poi sono andato ad esplorare alcune zone che conoscevo meno.
Santa Sofia ha degli scorci veramente interessanti.

giovedì 19 ottobre 2017

Bagno di Romagna, vola il turismo: +11,2% di arrivi nei primi 8 mesi del 2017


L'ufficio studi della Camera di Commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini ha reso noti i dati sulle presenze turistiche nei primi 8 mesi dell'anno. Ottimo il risultato di Bagno di Romagna con un +11,2% sugli arrivi e +5,4% nei pernottamenti. Va sottolineato come si veniva già da un ottimo 2016 che aveva visto un 13,1% di incremento sull'anno precedente.
Sicuramente per il conseguimento di questo risultato ha inciso anche il volano dato dall'arrivo del "Giro d'Italia" nonché le iniziative messe in campo a sostegno del turismo dall'Amministrazione comunale di Bagno di Romagna, la Regione e le altre Amministrazioni del territorio, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, APT, le Pro Loco e i cittadini.

mercoledì 18 ottobre 2017

Visita al Parco Nazionale del Comandante Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette

Si è svolta oggi la visita al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna del Comandante Generale dei Carabinieri G.C.A. Tullio Del Sette. Il Comandante ha incontrato il Presidente del Parco Luca Santini e, durante la sua visita, ha avuto modo di apprezzare le emergenze ambientali, artistiche e spirituali del Parco.
Il Generale ha rimarcato l'impegno dell'Arma dei Carabinieri, in cui è confluito il Corpo Forestale dello Stato, nella salvaguardia dell'ambiente grazie anche alle competenze acquisite.

giovedì 12 ottobre 2017

Lavori di valorizzazione a San Paolo in Alpe e le opportunità per il territorio dell’Appennino Romagnolo


Cominceranno a breve degli importanti lavori di valorizzazione dell’Appennino Romagnolo a San Paolo in Alpe (Santa Sofia, FC), uno dei luoghi magici del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, con il recupero del "Casone", nonché interventi nei boschi attorno al Lago di Poggio Baldi a Corniolo: saranno complessivamente 350mila euro le risorse investite, messe a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito dei PSR 2014-2020. 
Questi interventi rappresentano un’ottima opportunità per la fruizione di un territorio che, negli ultimi anni, ha conseguito importanti riconoscimenti: dalla Carta Europea del Turismo Sostenibile al recente riconoscimento quale Patrimonio UNESCO delle Faggete Vetuste del Parco Nazionale. Con un'adeguata sinergia tra pubblico e privato, fatta di investimenti e di impegni reciproci, sarà possibile ottenere ottimi risultati a beneficio di tutta la collettività. Bisognerà saper cogliere le opportunità sia del turismo classico, quello dei “pernottamenti”, sia di quello giornaliero che va gestito in modo che possa generare un diffuso beneficio per tutta la comunità appenninica. 
Sfruttare nel migliore dei modi le peculiarità e vocazioni di un territorio dall’elevatissimo pregio ambientale, che si presta sia per soggiorni lunghi che brevi, lavorando soprattutto sull’offerta di servizi. Ma non si tratta solo di opportunità turistiche, ma di valorizzazione territoriale in generale, con la possibilità anche di intercettare “offerte di lavoro” diversificate in vari settori: dai lavori pubblici ai servizi. 

mercoledì 4 ottobre 2017

Festival letterario "Fuori con Testo": 13-14-15 ottobre a Bagno di Romagna e San Piero

Torna il Festival letterario Fuori con Testo a Bagno di Romagna e San Piero in Bagno (FC) il 13-14-15 ottobre 2017.
All'interno del Festival verrà consegnato il premio Manara Valgimigli a Carlo Ginzburg.




domenica 1 ottobre 2017

Ferrari, addio sogno mondiale?

(immagine Pixabay)

Partire dall'ultimo posto ed arrivare quarti è sicuramente un buon risultato, ma se il tuo obiettivo è vincere il mondiale e colui che è in testa alla classifica ti arriva davanti, precisamente in seconda posizione, non può certo lasciare soddisfatti.
Alcuni addetti ai lavori sostengono che attualmente la Ferrari sia l'auto più veloce in pista, eppure nelle ultime gare i risultati sono stati molto deludenti. Il mondiale è compromesso, solo la matematica non sorride ancora ad Hamilton, ma solo il pilota inglese potrebbe buttare via un mondiale che ha saldamente nelle sue mani.
Il 2017 rischia di essere l'ennesimo anno a bocca asciutta per i ferraristi che attendono la vittoria mondiale da 10 anni, un po' troppi per un'icona dello sport (e non solo) italiano.

martedì 19 settembre 2017

domenica 10 settembre 2017

Sportivi e la chiusura di carriera


Ieri alla Vuelta abbiamo assistito all'ultimo sparo del Pistolero, Alberto Contador chiuderà la sua fantastica carriera ciclistica oggi. Forse avrebbe voluto qualcosa di più, probabilmente avrebbe meritato il podio e chissà se non avesse avuto quel problema fisico a inizio corsa, magari avrebbe potuto anche agguantare il gradino più alto. Devo ammettere che non sono stato un suo tifoso, ma ieri ho tifato per lui e ho cercato di spingerlo sulla durissima salita dell'Angliru. Non ho tifato per lui poiché l'ultimo ciclista di cui sono stato tifoso è e sarà Marco Pantani; dopo di lui ho simpatizzato e simpatizzo per le vittorie italiane, ma l'empatia e le emozioni provate per il Pirata non saranno ripetibili per nessun altro sportivo.
Solo nei film capita che l'eroe chiude nel tripudio, nella vita reale non succede quasi mai, neanche per i grandi campioni: Maradona chiuse a USA '94 con una squalifica, Usain Bolt ha chiuso la carriera con un infortunio ai mondiali, Schumacher chiuse nel '06 senza conquistare il mondiale per la rottura del motore in Giappone dove era agevolmente in testa e dal problema meccanico in Brasile (in un film, sarebbe successa la "magia riparatrice alla sfortuna", ma nella realtà non fu così), Muhammad Alì chiuse malinconicamente con una sconfitta, neanche Rossi probabilmente riuscirà a raggiungere il decimo mondiale che insegue dall'ultimo vinto nel 2009. 
Sono pochi i campioni che hanno chiuso in gloria: ricordo Tomba che nel 1998 vinse, ancora giovane, la sua ultima gara (ma con "solo" un bronzo mondiali in slalom), Phelps ha chiuso brillantemente alle Olimpiadi di Rio dopo un precedente ritiro dalle competizioni. 
Ma il pensiero va a Marco Pantani, a tutto ciò che sarebbe potuto essere e non è stato: spesso penso a cosa ci siamo persi, a quale spettacolo non abbiamo potuto assistere e che mai sapremo. Nei giorni scorsi sono andato al cimitero di Cesenatico a trovarlo: sono passati quasi 14 anni e sembra ancora impossibile che lui sia lì: lo immagino ora 47enne a passeggio per Cesenatico, a scambiare chiacchere sulla sua carriera, a pedalare un po' appesantito nel lungomare, e invece tutto questo non c'è e non ci sarà.
Per le emozioni che ha regalato avrebbe meritato tutto ciò che, purtroppo, non è stato.

sabato 9 settembre 2017

Percorsi MTB archeologici e culturali in alta Val Bidente




Viste le nubi che insistevano sul Parco, oggi ho optato per un giro in MTB su altri percorsi: salito verso Camposonaldo (Santa Sofia) ho proseguito verso Fantella (Premilcuore), San Zeno e rientro da Galeata. Qui sono andato a vedere le aree archeologiche della Villa di Teodorico e Mevaniola. Nella Alta Val Bidente, oltre a queste aree archeologiche, ci sono numerosi castelli e ruderi, che potrebbero far parte di percorsi pensati ad hoc per l'escursionismo in Mountain Bike. Individuando appositi tragitti e magari guide accompagnatrici, si potrebbero attrarre turisti interessati al connubio tra sport, natura e cultura.

mercoledì 6 settembre 2017

Bici da corsa di una volta


Questa nella foto è stata una delle mie prime bici da corsa, risale alla fine degli anni '80 ed è quella con cui ho cominciato a gareggiare: telaio Colnago, cambio campagnolo che sostituii quando cominciai a gareggiare nel 1993. Infatti all'epoca gli "allievi" avevano il cambio "obbligato", il rocchetto posteriore più piccolo doveva essere un 16. La guarnitura della bici era la seguente: 52x39 mentre il pignone posteriore 16-24 (5 rocchetti, oggi le bici ne hanno 11). Sono rapporti che oggi non si usano più, i professionisti negli anni '80-'90 usavano il 53x42, con dietro il 13-21 o 23/24. 
E' completamente cambiato il modo di pedalare, molto più agile quello attuale. Io, che ho sempre avuto il fisico da velocista, faticavo nelle salite più dure con il 24, ricordo quando affrontai la Marmolada da Malga Ciapela e le Tre Cime di Lavaredo nel 1995, con quel rapporto, da morire. Chiesi di poter utilizzare un pignone con rapporti più agili, ma all'epoca si "doveva" pedalare così. Con i rapporti di oggi mi sarei sicuramente trovato meglio: ne utilizzavo anche di duri, ma nelle salite leggere; Verghereto salivo con il 52x18-20, ma sugli strappi di maggior pendenza avrei avuto bisogno di un 26. Nella bici da corsa di oggi ho un 34x29 ma, per l'allenamento attuale, se ne avessi di più leggeri...
Inoltre, anche se qui non si vede poiché la bici che ora usa mio babbo nel tempo è stata modificata, avevo le pedivelle con aggancio a fibbia, mentre i manettini del cambio sono sul telaio: preistoria ciclistica, non so in quanti oggi saprebbero fare cambiate veloci e precise con questo sistema. Oggi quasi tutti hanno il telaio in carbonio, molto più performante, quello era in acciaio (solo successivamente arrivò il telaio in alluminio).
Solo 25 anni fa il ciclismo era uno sport molto diverso da quello di oggi e a me, sinceramente, appassionava di più.

lunedì 4 settembre 2017

Parcheggi auto: disponibilità e abitudini




Ho fatto un giro con la bici dentro Santa Sofia, di solito prediligo altri percorsi verso il Parco nazionale, ma oggi avevo voglia di girare un po' il mio paese, cosicché ho percorso la bella ciclabile lungo il fiume Bidente e poi qualche scorcio del centro.
Mesi fa avevo scritto un post sul rifacimento di Piazza Matteotti e sulla possibilità/opportunità di renderla pedonale (almeno parzialmente e/o in determinati periodi e orari). Oggi è lunedì certo, siamo verso fine estate certo, però direi che a Santa Sofia i posti auto non mancano: le foto sopra sono di tre parcheggi piuttosto vicini alla piazza centrale e al centro del paese (qualche centinaio di metri), ai quali aggiungerei anche il parcheggio coperto in via Dante Alighieri. 
Quello dei parcheggi, soprattutto nei piccoli paesi, è più un fatto di abitudine che di necessità e disponibilità: quando andiamo in città non "pretendiamo" di avere parcheggi a 10 metri dall'esercizio e/o struttura dove vogliamo andare, spesso camminiamo centinaia di metri quando non km. 
Qualora l'amministrazione volesse mettere a pagamento i parcheggi "centrali" io sarei favorevole anzi, provocatoriamente direi di mettere 10 o 50 euro all'ora il prezzo di questi parcheggi (nda. ovviamente l'importo, come scritto, è una provocazione, ma riterrei utile mettere una sosta a pagamento di 1/2 euro orari nella piazza, con importo minimo 50 cent, in modo da limitare afflusso auto) lasciando gratuiti gli altri parcheggi più prossimi, stimolando una fruizione più consapevole degli spazi centrali del paese da parte delle auto. Poiché avere spazi pubblici in centro al paese fruibili dai pedoni, è un beneficio per tutta la collettività.

sabato 26 agosto 2017

Tra diesis, bemolle e intonazione: gli "incubi" dei bandisti


In Italia praticamente tutti i più grandi musicisti sono passati dalle "bande", qualche mese fa al Teatro Mentore di Santa Sofia ha suonato Paolo Fresu e ha fatto un elogio delle bande, della loro importanza nel mondo della musica. Talvolta snobbate dai ragazzini che vorrebbero bruciare le tappe nella musica (ma poi si sente, quando corri troppo e studi poco), la Banda è una palestra fondamentale per chi vuole fare musica, a qualsiasi livello: è normale e un piacere, trovarsi a suonare assieme a grandi musicisti, nelle bande; sono occasioni che difficilmente potrebbero ripetersi in altre realtà musicali.
Vorrei parlarvi ora di quelli che sono i piccoli "incubi" in cui si può incappare nel suonare le partiture della banda: io ho cominciato circa 30 anni fa, ricordo il debutto in piazza a San Piero in Bagno, la tensione, la "paura di sbagliare". Ecco, la paura di sbagliare dei novizi a volte aiuta, poiché se una o più battute non le sai bene, eviti di suonare. E, nella banda, è importante fare le note giuste al momento giusto. Non è così per tutti i generi musicali: in quelli più ritmici o nel be-bop ad esempio, meglio fare una nota sbagliata che non farla e perdere il "ritmo". Ma fare una nota sbagliata nella banda, solitamente si sente. E ciò può accadere quando ci si sente "troppo sicuri".
Possono esserci vari casi di note sbagliate che ti fanno scendere il brivido lungo la schiena, sia che la faccia tu che un tuo vicino di sezione. Uno degli errori più comuni dei "troppo sicuri" è cominciare il brano senza guardare attentamente se ci sono diesis o bemolle in chiave. E' come quando ti si presenta una persona e immediatamente cancelli il suo nome, poi tutto il resto del tempo ti arrabatti sperando che il suo nome torni fuori ma niente. Se non hai letto subito la tonalità del brano, può succedere che a metà rigo butti l'occhio per vedere quanti diesis e bemolle ci siano in chiave, ed ecco che perdi il segno e ciò può essere un problema soprattutto se hai il canto (clarinetti). In questo caso aiuta molto l'aver fatto "solfeggio cantato", guardando le note le "senti suonare" e ascoltando gli altri, puoi riprendere il segno, ma intanto qualche battuta potresti essertela persa e se nella tua sezione siete in pochi, si vede e si sente. Ma c'è qualcosa di decisamente peggiore che può succedere, se ti sei dimenticato di guardare quanti bemolle c'erano in chiave: fare un SI naturale al posto di un Si bemolle, è qualcosa che veramente provoca brividi nella schiena; è qualcosa che non si può sentire, una vera pugnalata. Ed è capitato a tutti farlo, in quel momento vorresti che lo strumento bruciasse tra le tue mani, ti senti osservato da tutti, vedi il Maestro che ti fulmina con lo sguardo e vorresti sparire, ma oramai l'hai suonato. Che poi, grazie all'esperienza, solitamente la tonalità la "senti", ti accorgi se c'è un bemolle in chiave. Ma chi scrive i brani talvolta è sadico e disegna melodie che possono trarti in inganno, faccio un esempio: non hai guardato che il brano era in FA (per il tuo strumento), per 5/6 battute la composizione si sviluppa senza mai passare dal SIb, ma ecco che con l'occhio destro nella battuta dopo vedi questa successione RE, SOL, LA, SI, in una frazione di secondo ti sale il dubbio, ti sembrava di sentire una sonorità in FA, ma quelle sopra sono le note tipiche di una tonalità in SOL, tra l'altro il compositore non ti ha messo in quella melodia la nota FA che sarebbe stata diesis; cioè tu, pur non avendo guardato il bemolle in chiave, eri convinto di sentire la tonalità di FA, ma ora quella successione di note ti insinuano il dubbio "forse non eravamo in FA ma in SOL", devi decidere in una frazione di secondo: SI naturale o SI bemolle, SI naturale o Si bemolle, ed ecco che ti scappa il SI naturale, ma la tonalità era il FA: uno strazio, la cosa più antimusicale che possa esistere. Devo ammettere che ci resti male, e soffri pure se l'errore lo fa qualcun altro poiché è veramente qualcosa di fastidioso che chiunque suoni conosce molto bene: fare un SI naturale al posto di un SI bemolle, non si può sentire.
Tale errore si può ripresentare anche in un punto avanzato del brano: le composizioni delle Bande cambiano spesso tonalità, molto più spesso che nella musica leggera. Un cambio di tonalità c'è sempre nel trio quando si sale solitamente di una quarta, ma il cambio può avvenire anche in altre sezioni, magari proprio a metà rigo; in questo caso non ti aiuterà guardare a sinistra per vedere se ci sono alterazioni in chiave poiché, se c'era, l'avevi a metà rigo; potresti guardare il rigo sotto ma poi ti perdi e poi non è scontato che sia la medesima tonalità, potrebbe già essere cambiata. L'errore in questo caso è quasi matematico, poiché in una frazione di secondo ne devi pensare troppe, perdi il senso della tonalità ed ecco che esce la nota sbagliata. Le partiture delle bande sono spesso molto complesse, chi legge questi brani può suonare con grandissima facilità qualsiasi brano pop le cui linee melodiche e scomposizioni ritmiche, sono decisamente più semplici. Chiunque suona da qualche anno in una banda, nella lettura a prima vista si "fuma" tranquillamente tutti quelli che fanno pop e rock. 
Un altro degli errori che può capitare è non accorgersi del cambio ritmico: spesso il brano da 4/4 passa a 2/4, come si suole dire si "smezza" ma, se non lo vedi poiché stai pensando ad altro, ti perdi. Se poi da 4/4 passa a 3/4 o a 6/8, rischi di fare un casino micidiale. Per questo bisognerebbe stare sempre molto concentrati sulla partitura ma i bandisti talvolta guardano in giro o, se stanno marciando, guardano per terra a dove mettono i piedi.
Nei cambi di tempo poi, uno degli incubi maggiori diventano le pause: se conti male, rientri da solo nel punto sbagliato, un'altra pugnalata, tutti ti guardano poiché hai suonato solo tu ed è chiaro di chi sia l'errore.
Altro "terrore" è l'intonazione, sentire strumenti calanti o crescenti, ti stringe lo stomaco. Quello dell'intonazione è spesso il problema che più si sente nelle bande, poiché tenere intonati gli strumenti a fiato non è facile, quando si suonano le note molto basse ma soprattutto quelle alte (per i clarinetti, dal SOL col portavoce in su).
Ma la massima "figura" che si può fare, è quella di suonare una nota in più alla fine del brano: generalmente i brani delle bande chiudono in modo secco, fare una nota in più dopo che tutti hanno terminato è come dichiarasi colpevole, resta impresso nella memoria. Tutti ricordiamo quella volta che, a fine brano, facemmo una nota in più.
Ma, a parte tutto questo, a parte gli "incubi dei bandisti", suonare nelle bande è molto importante e penso di poter sostenere che non si sarà mai un musicista completo, se non si ha suonato nella banda.

mercoledì 16 agosto 2017

Festival buskers Santa Sofia: serata finale




Si è conclusa la XXVI edizione del Festival Buskers di Santa Sofia che ha avuto una partecipazione di gente incredibile fin dalla prima serata: spettacoli di elevato livello che hanno messo Santa Sofia al centro dell'attenzione in questa estate romagnola.
Complimenti agli organizzatori, ai volontari, all'amministrazione comunale, agli artisti e arrivederci alla prossima edizione.

martedì 15 agosto 2017

Ciclabile Canazei - Moena nelle Dolomiti

Lungo la ciclabile tra Canazei e Moena dove in inverno si svolge la famosa "Marcialonga": uno splendido percorso immerso nelle Dolomiti. 

lunedì 14 agosto 2017

Festival buskers Santa Sofia





La prima serata a Santa Sofia del Festival Buskers, dopo l'anticipazione di Corniolo, è stata un grande successo di pubblico. Il Festival ha oramai un sapore "internazionale" e attira tantissima gente nel paese dell'Alto Val Bidente in un evento che sta sempre più affermandosi come uno dei principali dell'estate romagnola.

venerdì 11 agosto 2017

Festambiente: il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi premiato per le "Buone pratiche nelle Aree Protette"

Il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna premiato a Festambiente per le "Buone pratiche nelle Aree Protette" che hanno portato al riconoscimento Unesco per le Faggete vetuste.
Sono stato delegato io dal Presidente Luca Santini e dal Direttore Sergio Paglialunga, al ritiro del premio (min. 1.20.55).

lunedì 7 agosto 2017

Festival Buskers Santa Sofia: 12 - 15 agosto


Comincerà il 12 agosto a Coniolo la 26esima edizione del Festival Buskers di Santa Sofia: come ogni anno tantissimi artisti provenienti da ogni parte del mondo arriveranno nell'Alta Val Bidente per esibirsi in quella che è oramai una delle principali manifestazioni dell'agosto romagnolo.
Gran finale il 15 agosto a Santa Sofia.

Per info visitate: Santa Sofia Buskers

domenica 6 agosto 2017

Fiume Bidente in cerca di refrigerio


In una delle domeniche più calde di questa estate il fiume Bidente, nelle sue varie diramazioni, ha visto un grande afflusso di persone in cerca di refrigerio.
Molte persone anche al Parco in questo weekend.

sabato 5 agosto 2017

Grandioso anello di Ridracoli in Mountain Bike







Percorso MTB del Parco denominato "Grandioso anello di Ridracoli": partenza da Ridracoli, si sale verso Casanova dell'Alpe, si prosegue verso Siepe dell'Orso e si entra nella "Pista Forestale più bella d'Italia" la Cancellino-Lama, all'interno delle Faggete Vetuste riconosciute Patrimonio UNESCO. Arrivati alla Lama si prosegue verso Seghettina, poi Ponte ala Sega. Si sale quindi verso San Paolo in Alpe, per poi scendere a Biserno e chiudere l'anello rientrando a Ridracoli. 45 km magnifici in uno dei percorsi per MTB più belli, non solo del nostro territorio, ma di tutta Italia.

lunedì 31 luglio 2017

In MTB nelle Faggete Vetuste Patrimonio UNESCO nel Parco nazionale Foreste Casentinesi





Oggi pomeriggio giro in Mountain Bike nel fresco del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna: partito da Poggio alla Lastra in comune di Bagno di Romagna (dove sono rimasto per quasi tutto il percorso eccetto una breve escursione in Toscana al Cancellino) sono salito a Strabatenza, poi Casanova dell'Alpe, Siepe dell'Orso, pista forestale della Lama verso il Cancellino, Prato dei Grilli, Rio d'Olmo, Pietrapazza e rientro a Poggio alla Lastra.
Un fantastico percorso all'interno delle Faggete Vetuste recentemente riconosciute quali Patrimonio UNESCO.

domenica 30 luglio 2017

La salita delle Tre Cime di Lavaredo





Questa volta sono salito con la e-bike, le mie condizioni attuali di allenamento non mi consentirebbero di salire oggi con la bici da corsa (forse con una MTB muscolare, ma piano piano...).
Questa volta, a differenza di allora che guardai solamente davanti alla ruota impegnato a spingere, mi sono goduto il meraviglioso paesaggio.
Chissà se la prossima volta, magari prima di altri 22 anni, riuscirò a tornare con la bici da corsa.