mercoledì 4 gennaio 2017

Informazione, verità e massa


Secondo la definizione di studiosi del passato quali Le Bon, Tarde e Ortega, “la massa è bruta, composta da un agglomerato di persone ignoranti, anonime, facilmente suggestionabili, tendenti ad assumere comportamenti collettivi uniformi. L’individuo, nella massa perde le sue caratteristiche di persona e quindi diviene socialmente pericoloso”. 
I dittatori del '900 conoscevano bene questi studi sulle masse e li utilizzarono per il proprio potere politico. Pensare oggi che possa essere una sorta di “sorteggio di persone tra la massa” a giudicare l'informazione, non solo è anti storico ma pure anti scientifico. 
La “verità assoluta” non esiste, esiste un'interpretazione che noi diamo ai fatti, che subiscono numerosi condizionamenti compreso quello dell'intermediazione giornalistica. Ogni atto comunicativo è inserito in pratiche di significazione, il contesto in cui l'informazione è consumata può cambiarne l'interpretazione. 
Pensare che una selezione della massa possa decidere quale sia la “verità” è qualcosa di medioevale.