lunedì 23 gennaio 2017

Integrazione non è solo "dare" ma anche "pretendere"


Il dibattito sull'integrazione nel nostro paese è sempre molto acceso e tendenzialmente "polarizzato": da una parte chi osteggia l'immigrazione prima ancora che l'integrazione, dall'altra chi pensa principalmente a concedere e molto meno a "chiedere". Sono posizioni polarizzate che si alimentano a vicenda e tendono a marginalizzare posizioni più equilibrate: l'integrazione è ovviamente auspicabile, ma non può essere fatta di sole concessioni, ma pure di richieste e "pretese" nel senso civico del termine. Si deve pretendere, ad esempio, che le nostre leggi civili vengano prima di qualsiasi precetto religioso, di qualsiasi uso e consuetudine che non sia in linea con le nostre leggi. E su questo, non può esserci nessun dubbio e nessuna deroga. Non possono esistere "buonismi" se e ma, così come vanno respinte le posizioni di chi vorrebbe "impedire" non solo l'integrazione ma l'immigrazione. Immigrazione che, va detto, deve essere regolata, altrimenti diventa anarchia. E bisognerebbe regolamentarla a livello europeo, in questa debolissima Europa.