lunedì 9 gennaio 2017

L'opinione pubblica e i populismi


L'opinione pubblica, il cui significato non è completamente condiviso e si intende polisemico (aggregazione del pensiero dei singoli o risultato di un processo dialogico di influenza reciproca che si aggrega in un risultato finale che può essere diverso dalla posizione dei singoli), affronta cinque principali problematiche:
- mancanza di competenze: è irrealistico pensare che tutti i cittadini abbiano tutte le competenze per comprendere appieno tutte le questioni pubbliche. Le opinioni derivano quindi da immagini che si creano nella nostra mente, formate da informazioni parziali e frammentate;
- mancanza di risorse: secondo Dewey non è necessario che tutti i cittadini possiedano tutte le informazioni sulla vita pubblica ma è sufficiente che possano giudicare informazioni fornite da “esperti”;
- tirannia della maggioranza: le idee dominanti mettono a tacere quelle minoritarie che rischiano di cadere nella spirale del silenzio. Pericolo del pensiero unico: “ho ragione io, chi non la pensa come me ha torto”. Marginalizzazione sociale e politica di chi la pensa diversamente;
- potenza della propaganda di massa: ampiamente utilizzata nelle dittature ma anche nelle democrazie del '900, ancora pienamente in campo. Fare leva sul “pensiero di pancia” suscitando emozioni che possono portare anche a comportamenti irrazionali;
- dominio delle minoranze attive: le élite economiche e politiche influenzano le opinioni delle masse, i cittadini rischiano quindi di essere consumatori di opinioni prodotte da queste minoranze.

Questi 5 aspetti sono centrali nella politica delle moderne democrazie: i populismi che soffiano attualmente potrebbero mettere il tutto, democrazia compresa, seriamente in discussione.