mercoledì 25 gennaio 2017

Politica circolare e sistema elettorale


Correva l'anno 2012 (27 marzo 2012)

Secondo l'analisi delle politiche pubbliche denominata Public Choice, gli attori politici perseguono i propri interessi in un'ottica di interesse personale. Non c'è quindi, secondo questa teoria, un perseguimento dell'interesse pubblico come fine principe ma la somma del perseguimento degli interessi individuali dovrebbe portare a un certo equilibrio. Dovrebbe, poiché in uno Stato dove l'etica pubblica dei cittadini è elevata, si otterrà un buon risultato ma, se questa non lo è, il risultato sarà pessimo. L'Italia ha dei grossi problemi di qualità dei politici. Se applichiamo la teoria della Public Choice ad essi, è probabile che il risultato finale non sarà ottimale. Come cambiare nel breve (poiché nel lungo periodo il discorso è differente e più complicato) questa situazione? I politici, secondo la Public Choice, tenderanno a perseguire i propri interessi in una sorta di politica circolare: cercheranno il modo di mantenere i posti di potere e quando scadranno i loro mandati, di essere rieletti. Far decidere loro quale debba essere la legge elettorale, mette in atto la politica circolare per cui le persone decidono per se stesse il modo in cui massimizzare il proprio interesse personale. Se questi politici decidono quale debba essere la legge elettorale, è molto probabile che lo faranno nel loro interesse. Per uscire da questa politica circolare la soluzione è a mio avviso una sola, partendo dalla legge elettorale.
Questo, a mio modo di vedere, potrebbe essere un buon metodo: fare elaborare da una commissione di esperti (politologi) 3 possibili leggi elettorali da sottoporre poi a Referendum consultivo agli italiani. In questo modo si eliminerebbe il problema della politica circolare (per cui i politici farebbero probabilmente una legge elettorale nel loro interesse e non nell'interesse pubblico). Sarebbero i cittadini a scegliere la legge elettorale e in questo modo il cambiamento politico, dei politici, sarebbe più probabile. In Italia il referendum consultivo non è previsto a livello nazionale (anche se una volta è stato svolto) ma a livello locale e non è neppure vincolante. E' però necessario uscire da questa politica circolare, in modo che i cittadini possano riappropriarsi pienamente del diritto di scelta.