giovedì 16 febbraio 2017

Fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale: il "caso" Partenone


Secondo le notizie riportate dalla stampa, Atene avrebbe detto no ad una sfilata di Gucci da svolgersi al Partenone, rinunciando così a qualche milione di euro da utilizzare per lavori di manutenzione all'Acropoli.
Anni fa scrissi (nda. prima ancora del link che riporto) che sarei stato favorevole, e lo sono tutt'ora, a concedere in comodato e/o concessione onerosa, quella parte di patrimonio culturale che l'Italia non riesce, per vari motivi, a valorizzare: perché tenere in scatoloni o in scantinati opere d'arte che rischiano solo di deperire, quando altri paesi enti, istituzioni pubbliche e private, potrebbero valorizzarle? Il patrimonio culturale è dell'umanità, non del singolo stato che momentaneamente lo detiene (si sono succeduti stati e tanti altri lo faranno): è giusto che tutti possano fruirne e beneficiarne.
La scelta di Atene, rispettabile, appare però poco comprensibile: il paese non ha risorse e chissà se mai ne avrà, per valorizzare in modo adeguato il suo patrimonio culturale; quell'investimento avrebbe fatto comodo e non avrebbe danneggiato l'Acropoli anzi, sarebbe stata una vetrina promozionale.
Parafrasando in altri termini un famoso detto: "quando l'ultima opera d'arte sarà deperita o abbandonata, ci accorgeremo che con l'ideologismo non si mangia"