lunedì 13 febbraio 2017

Il dovere dello Stato nel far rispettare le leggi e garantire ai cittadini il senso di Giustizia


Oramai quotidianamente ci arrabbiamo nel vedere storie che i cittadini percepiscono quali "forme di ingiustizia”: gente che commette delitti e riceve pene, che quantomeno appaiono, non adeguate al danno (anche emotivo) che provocano in chi li subisce e in tutta la società che vi "assiste". Pensiamo ad esempio alla questione furti, alla microcriminalità che crea tensione e senso di insicurezza nei cittadini ma che, nel nostro Stato, sembra non essere affrontata come altrove. Non è possibile vedere gente che delinque e che, in un modo o nell’altro, riesce a farla franca tornando magari a delinquere, in un circolo di inadeguata punizione inaccettabile in una società civile. Io non credo all’erba del vicino sempre più verde, ma quante volte abbiamo sentito dire che il nostro paese sarebbe più  "debole" di altri poiché da noi leggi e applicazione delle medesime sarebbero meno “dure” che altrove. Ho già sottolineato come non sia solo un “problema” di leggi ma anche applicazione delle medesime, per questo ritengo serva una profonda riforma del sistema Giustizia dove, tra le altre cose, anche le “responsabilità” del fatto e non fatto siano più chiare ed efficaci. La percezione può anche essere diversa dalla “realtà” ma oramai quotidianamente leggiamo sui giornali episodi di violenza, crimini, furti. Non bastano certo le “sole” pene esemplari per chi commette i reati, ma sarebbe già un buon punto di partenza. Poiché i cittadini cominciano ad essere insofferenti e, purtroppo, alcune manifestazioni di questa insofferenza, già si vedono. Lo Stato, i poteri dello Stato (esecutivo, legislativo e giudiziario) dovrebbero prendere fermamente coscienza di ciò, prima che le tensioni ci riportino a periodi del passato che non vorremmo rivivere.