mercoledì 15 febbraio 2017

L’imputazione del debito pubblico tra Stato centrale, Regioni, Province e Comuni



Quasi tutti sappiamo che l’Italia ha un elevato debito pubblico, molti sanno anche a quanto ammonti la sua quantificazione (31 dicembre 2015 era circa 2170 miliardi di euro, pari al 132.8% del PIL nazionale). Ma in quanti sanno su quali istituzioni e in quali percentuali, gravi questo debito? La risposta è semplice quanto probabilmente sorprendente: circa il 96% del debito pubblico italiano è a carico delle amministrazioni centrali dello Stato, mentre il restante 4.25% (dato dicembre 2015) si divide tra gli Enti territoriali (Regioni, Province, Comuni). Non serve essere fini economisti per capire che se si vuole fare un’azione di riduzione del debito, è necessario svolgere una spending review su quel 96%, piuttosto che su Regioni e Comuni. I Comuni oggi, ovvero l’istituzione “più vicina” ai cittadini, sono in grosse difficoltà e non pare più sostenibile la stretta finanziaria sui medesimi. Certo, è giusto chiedere a tutti di essere finanziariamente virtuosi e i Comuni devono e dovranno esserlo, ma se non si lavora su quel 96% di debito, il destino del paese è segnato.