sabato 4 marzo 2017

Finanziamenti europei e le necessarie capacità per intercettarli


Sentiamo talvolta dire che l’Italia avrebbe troppi dipendenti pubblici (nda. sono in linea con la media europea), che molti non servirebbero a niente e altre frasi di questo tenore. Bene, senza voler ricordare che sono dipendenti pubblici i medici che ci salvano in ospedale, i VVFF che ci salvano durante le calamità, le Forze dell’Ordine che ci tutelano, i tanti funzionari e addetti che espletano funzioni importanti per la collettività, dai comuni fino alle regioni, vorrei ricordare un’ulteriore cosa che la vulgata populista sulla presunta inutilità dei dipendenti pubblici, dimentica: l’Europa, la tanto vituperata Europa, prevede con appositi Bandi corposi finanziamenti per opere di vario tipo, che sono investimenti fondamentali per lo sviluppo dei territori. Per accedere a questi finanziamenti, le cui pratiche sono giustamente molto rigorose, è necessario avere dotazioni di personale adeguate e adeguatamente formate a svolgere certe mansioni: bisogna presentare progetti spesso complessi, istruttorie, fare gare di appalto con tutti i crismi del caso, eccetera. Ovviamente le piccole realtà rischiano di essere penalizzate non avendo spesso adeguate dotazioni di personale, rimanendo sempre più marginalizzate. Anche per questo si incentivano le Unioni di Comuni e le Fusioni, poiché non è tanto vero “piccolo è bello” ma, più probabilmente, “piccolo non è competitivo”, soprattutto quando si parla di investimenti pubblici. Ma anche qui, la vulgata populista, soffia più che forte e chissà dove ci porterà (poco lontano, presumo). Parafrasando un detto indiano: quando il populismo avrà eliminato anche l’ultimo dipendente pubblico, forse ci accorgeremo che servivano.

Nicola Andrucci