lunedì 20 marzo 2017

Italia: produttività e sviluppo


Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la produttività italiana sarebbe scesa dal 2000 ad oggi in modo sensibile, mentre in altri paesi europei sarebbe cresciuta, ampliando così il divario tra noi e gli altri. La spinta propulsiva del boom economico si è conclusa da tempo e oggi, all'Italia, servirebbe veramente un altro miracolo. 
Se è difficile stabilire con certezza le "colpe", va detto che il capro espiatorio più costante degli ultimi anni, ovvero il politico, non è certo il principale responsabile dello stato attuale, perlomeno non il solo. Come ho scritto provocatoriamente qualche giorno fa: e se la parte migliore dell'Italia fosse la politica? Siamo un paese che invece di farsi carico delle responsabilità, preferisce spesso (s)caricarle su altri. Un paese dove la clientela è ancora ampiamente diffusa, dove sono presenti alcune delle associazioni criminali più potenti del mondo, dove il familismo amorale è presente in vari strati della società, dove la corruzione limita lo sviluppo. Però, invece di fare un'analisi seria e profonda, si cerca spesso il capro espiatorio: è sempre colpa di qualcun altro. Intanto il paese non investe, non cresce e perde inesorabilmente posizioni nello scacchiare politico economico globale. Ci siamo abituati a galleggiare e, purtroppo, non si vedono vie d'uscita semplici, poiché i politici si possono anche cambiare, ma gli italiani sapranno mai cambiare?