domenica 2 aprile 2017

Turismo in Italia: serve migliorare la qualità dei servizi


Sono stati quasi 56 milioni i turisti stranieri arrivati in Italia nel 2016, in aumento rispetto l'anno precedente (report confturismo). Però, sempre secondo l'indagine, si fermano per meno tempo rispetto al passato: il settore dal 2001 ad oggi avrebbe "perso" 45 miliardi di euro, confturismo sostiene che servirebbe migliorare la promocommercializzazione. Dal mio punto di vista invece, ciò che servirebbe sarebbe un netto miglioramento della qualità dei servizi offerti, oltre a investimenti sulle infrastrutture di trasporto e mobilità.
Anni fa un importante architetto tedesco ospite a Bagno di Romagna, durante un suo intervento sostenne che (in sintesi) l'Italia è il paese con più bellezze artistiche e naturali del mondo e, nonostante i servizi non siano all'altezza che altrove, la gente viene per questo
Oggi i turisti cercano qualità dei servizi, non basta più l'accoglienza calorosa e familiare o l'offrire un bicchiere di vino al turista (mito che ci tramandiamo da un po' troppo tempo). Se i turisti, come si evince dal report, soggiornano per meno tempo, potrebbe essere che lo facciano poiché i servizi non sono all'altezza delle aspettative e allora si resta giusto il tempo minimo per guardare ciò che interessa. Sicuramente la negativa congiuntura economica non aiuta, ma l'Italia è un paese che ha bisogno di investire, anche e soprattutto sulla qualità dei servizi e qui è il mondo dell'imprenditoria privata che viene chiamato in causa. Fatte salve alcune esperienze innovative, si pensi alla Riviera romagnola dove si è andati oltre al fattore "ospitalità tipica" o al Trentino, il paese non sembra avere offerte di servizi all'altezza di altri paesi che, magari con meno attrazioni culturali e ambientali, ci stanno davanti proprio perché presentano una migliore offerta di servizi.
Servirebbe una grande iniziativa di investimento sia da parte del pubblico che del privato, dove tutti dovrebbero fare la propria parte. Se il privato non decide di investire e migliorare la propria offerta di servizi, aspettando che sia il pubblico a farlo, si andrà poco lontano. In Italia purtroppo manca quella visione imprenditoriale tipica dei paesi continentali e anglosassoni, come ben descritto da Max Weber in "Etica protestante e spirito del capitalismo". 
In molti ritengono che il "pubblico" in Italia sia causa di gran parte dei problemi, ma se guardiamo i numeri vediamo come il paese abbia un elevatissimo risparmio privato, segno che c'è poca iniziativa e capacità di investimento. Il pubblico dovrebbe de-burocratizzare permettendo gli investimenti privati, semplificando le normative e rendendo il sistema giudiziario più snello e veloce, altrimenti difficilmente arriveranno investitori stranieri e anche quelli italiani saranno restii ad investire. Ma anche il mondo privato è chiamato a fare la sua parte, poiché se aspettiamo che ci pensi sempre qualcun altro, si rimarrà fermi al palo.