lunedì 1 maggio 2017

Ayrton Senna, 1 maggio 1994

23 anni fa moriva uno dei più grandi sportivi della storia, un pilota di F1 la cui fama andò ben oltre a quella del suo sport: Ayrton Senna.
Di quel 1 maggio ho ancora un ricordo nitido, di quegli eventi che non dimentichi: ero stato sul circuito di Imola per una gara di ciclismo qualche mese prima, ero entrato nel box di Ayrton Senna come praticamente fecero tutti gli altri ragazzi che gareggiavano, Ayrton era già un mito dello sport. Quel 1 maggio ero davanti alla TV, ho sempre seguito la F1 fin da bambino. Non ero tifoso di Senna, tifavo per la Ferrari e per un giovanissimo Michael Schumacher (prima di lui, ero sostenitore di Prost e, in generale, dei piloti Ferrari), ma rispettavo e ammiravo Senna, sperando un giorno potesse guidare la Ferrari. Vidi l'incidente in diretta, si capì subito la gravità ma speravo che non fosse un incidente fatale, dalle immagini sembrava che Senna si muovesse, che scrollasse il capo. Mi sembrava impossibile che uno come Senna potesse morire, i miti non muoiono mai. Rimasi davanti alla TV poi, alla ripresa della gara non avevo voglia di guardare, così andai in bicicletta ad allenarmi. Quando tornai a casa appresi dalla TV che Senna non ce l'aveva fatta: un'atmosfera surreale, angosciosa. 
Sono andato varie volte al circuito di Imola a guardare le F1, e sono stato al monumento che ricorda Ayrton Senna: un mito dello sport che ha saputo andare oltre al suo sport.