mercoledì 6 settembre 2017

Bici da corsa di una volta


Questa nella foto è stata una delle mie prime bici da corsa, risale alla fine degli anni '80 ed è quella con cui ho cominciato a gareggiare: telaio Colnago, cambio campagnolo che sostituii quando cominciai a gareggiare nel 1993. Infatti all'epoca gli "allievi" avevano il cambio "obbligato", il rocchetto posteriore più piccolo doveva essere un 16. La guarnitura della bici era la seguente: 52x39 mentre il pignone posteriore 16-24 (5 rocchetti, oggi le bici ne hanno 11). Sono rapporti che oggi non si usano più, i professionisti negli anni '80-'90 usavano il 53x42, con dietro il 13-21 o 23/24. 
E' completamente cambiato il modo di pedalare, molto più agile quello attuale. Io, che ho sempre avuto il fisico da velocista, faticavo nelle salite più dure con il 24, ricordo quando affrontai la Marmolada da Malga Ciapela e le Tre Cime di Lavaredo nel 1995, con quel rapporto, da morire. Chiesi di poter utilizzare un pignone con rapporti più agili, ma all'epoca si "doveva" pedalare così. Con i rapporti di oggi mi sarei sicuramente trovato meglio: ne utilizzavo anche di duri, ma nelle salite leggere; Verghereto salivo con il 52x18-20, ma sugli strappi di maggior pendenza avrei avuto bisogno di un 26. Nella bici da corsa di oggi ho un 34x29 ma, per l'allenamento attuale, se ne avessi di più leggeri...
Inoltre, anche se qui non si vede poiché la bici che ora usa mio babbo nel tempo è stata modificata, avevo le pedivelle con aggancio a fibbia, mentre i manettini del cambio sono sul telaio: preistoria ciclistica, non so in quanti oggi saprebbero fare cambiate veloci e precise con questo sistema. Oggi quasi tutti hanno il telaio in carbonio, molto più performante, quello era in acciaio (solo successivamente arrivò il telaio in alluminio).
Solo 25 anni fa il ciclismo era uno sport molto diverso da quello di oggi e a me, sinceramente, appassionava di più.