lunedì 23 ottobre 2017

Pubblica amministrazione ed economicità acquisti


Tutti noi quando acquistiamo un prodotto valutiamo la sua "economicità" in ottica di offerta economicamente più vantaggiosa: teniamo conto del prezzo e del grado di soddisfacimento che un determinato bene ci dà. A parità di prodotto, lo acquistiamo dove costa meno, salvo che lo sforzo per l'acquisto comporti costi impliciti maggiori (es. se devo andare in un'altra città per acquistare un bene, devo tenero conto anche del costo per gli spostamenti, ecc.).
La Pubblica Amministrazione per l'acquisto di determinati beni è obbligata ad usufruire del servizio Consip. E' così ad esempio per il carburante. Ma la miglior offerta, in questo caso, potrebbe non essere il prezzo più basso: se ad esempio nel paese A ci fosse un distributore in cui la benzina costa X e a 50km nel paese B un distributore in cui il prezzo sia X-1, è molto probabile che mi convenga fare benzina nel paese A, poiché nell'altro dovrei aggiungere i costi della benzina per raggiungere B, il costo di usura auto nonché il mio costo/tempo. 
Il punto però non è solo nell'economicità ma nell'efficienza del servizio: ci sono amministrazioni pubbliche che hanno sede in territori dove non è facile approvvigionarsi di carburante (pensiamo ai territori più isolati e/o montani). In questo caso alla possibile mancata economicità, sulla quale la Corte si è espressa con deliberazione 348/2017, potrebbe aggiungersi un servizio meno efficiente: pensiamo ad esempio alla stazione di Carabinieri collocata in posto isolato, che debba fare parecchi km per rifornirsi, ci fosse un'emergenza cosa accadrebbe?