sabato 11 novembre 2017

Il futuro dell'acqua



L'acqua è uno dei beni primari per la vita nella terra. L'approvvigionamento idrico è uno dei temi politici più importanti del prossimo futuro, anche per la nostra realtà: non è più un problema solo di certe parti del mondo, riguarda anche noi. Credo servano politiche coraggiose e lungimiranti: non possiamo pensare di risolvere la questione con la sola creazione di (nuovi) invasi. Servirebbe, innanzitutto, un grande investimento per separare le condutture dell'acqua per uso potabile rispetto a quella dedicata ad usi non potabili. Non possiamo pensare di utilizzare per gli sciacquoni la medesima acqua che utilizziamo per bere. Ovviamente parliamo di investimenti costosi, cui dovrebbe certamente contribuire anche il pubblico, ma se non cominciamo a pensarci fin da subito, domani potrebbe essere tardi. Le politiche sull'approvvigionamento idrico non devono guardare ai prossimi 10-20 anni, ma in prospettiva ai prossimi 100-200 anni. Non possiamo rimandare la questione alle generazioni future.
Con il petrolio (risorsa limitata), la civiltà moderna ha deciso di non porsi troppo il problema su cosa avrebbero potuto fare le generazioni future senza, ma sull'acqua non può essere così. Del petrolio possiamo e potremo fare a meno, dell'acqua no.
Per questo ritengo sia necessario cominciare a ragionare su una razionalizzazione dell'uso dell'acqua, separando quella per usi potabili da quella per altri usi, trovando per quest'ultimi soluzioni alternative alla potabilizzazione, utilizzando acque di recupero, oltre ovviamente a una sempre maggiore sensibilizzazione contro gli sprechi.