martedì 7 novembre 2017

Le difficoltà elettorali di chi governa


Quando si governa e si attraversa un periodo di crisi, succede spesso che si abbiano difficoltà elettorali. A livello nazionale i tre partiti/schieramenti principali centrodestra, M5S, PD viaggiano su percentuali di circa (al netto di fisiologiche fluttuazioni) 30-30-30. Chi appare più in difficoltà in questo momento è proprio il PD. L'umore dell'elettorato risente molto dell'andamento socio-economico del paese, quando la percezione è che le cose non vanno adeguatamente bene, l'elettore tende o a votare per un altro partito/schieramento o ad astenersi. Come abbiamo visto nelle recenti tornate elettorali, l'astensione è aumentata, è presumibile che ci saranno cambiamenti anche nelle intenzioni di voto di quella parte elettorale più volatile, meno fidelizzata con un partito/schieramento.
Il PD paga, per conto suo, anche errori nella gestione del partito che hanno portato a fuoriuscite dal medesimo che hanno eroso sensibilmente il consenso. Dal canto loro i cosiddetti "fuoriusciti", non sembrano godere di particolare appeal elettorale. Il PD e il centrosinistra hanno un problema di appetibilità elettorale che non pare risolvibile con i vecchi schemi ideologici che talvolta vengono proposti: le problematiche non si risolveranno né con atteggiamenti politicamente arroganti né tantomeno con quelli livorosi. 
L'impressione però è che, con gli attuali attori politici in campo che tirano le fila da una parte e dall'altra, sarà difficile ricompattare la coalizione. In questo ne beneficia chi, come il M5S, ancora non ha avuto esperienza di governo nazionale (sentimento "mettiamoli alla prova") e il centrodestra che sta recuperando consensi. 
Al momento però la guida del paese, che scaturirà dalle prossime elezioni politiche, appare sempre più quella frutto di una possibile "grande coalizione" tra parti di centrodestra e centrosinistra.