sabato 9 settembre 2017

Percorsi MTB archeologici e culturali in alta Val Bidente




Viste le nubi che insistevano sul Parco, oggi ho optato per un giro in MTB su altri percorsi: salito verso Camposonaldo (Santa Sofia) ho proseguito verso Fantella (Premilcuore), San Zeno e rientro da Galeata. Qui sono andato a vedere le aree archeologiche della Villa di Teodorico e Mevaniola. Nella Alta Val Bidente, oltre a queste aree archeologiche, ci sono numerosi castelli e ruderi, che potrebbero far parte di percorsi pensati ad hoc per l'escursionismo in Mountain Bike. Individuando appositi tragitti e magari guide accompagnatrici, si potrebbero attrarre turisti interessati al connubio tra sport, natura e cultura.

mercoledì 6 settembre 2017

Bici da corsa di una volta


Questa nella foto è stata una delle mie prime bici da corsa, risale alla fine degli anni '80 ed è quella con cui ho cominciato a gareggiare: telaio Colnago, cambio campagnolo che sostituii quando cominciai a gareggiare nel 1993. Infatti all'epoca gli "allievi" avevano il cambio "obbligato", il rocchetto posteriore più piccolo doveva essere un 16. La guarnitura della bici era la seguente: 52x39 mentre il pignone posteriore 16-24 (5 rocchetti, oggi le bici ne hanno 11). Sono rapporti che oggi non si usano più, i professionisti negli anni '80-'90 usavano il 53x42, con dietro il 13-21 o 23/24. 
E' completamente cambiato il modo di pedalare, molto più agile quello attuale. Io, che ho sempre avuto il fisico da velocista, faticavo nelle salite più dure con il 24, ricordo quando affrontai la Marmolada da Malga Ciapela e le Tre Cime di Lavaredo nel 1995, con quel rapporto, da morire. Chiesi di poter utilizzare un pignone con rapporti più agili, ma all'epoca si "doveva" pedalare così. Con i rapporti di oggi mi sarei sicuramente trovato meglio: ne utilizzavo anche di duri, ma nelle salite leggere; Verghereto salivo con il 52x18-20, ma sugli strappi di maggior pendenza avrei avuto bisogno di un 26. Nella bici da corsa di oggi ho un 34x29 ma, per l'allenamento attuale, se ne avessi di più leggeri...
Inoltre, anche se qui non si vede poiché la bici che ora usa mio babbo nel tempo è stata modificata, avevo le pedivelle con aggancio a fibbia, mentre i manettini del cambio sono sul telaio: preistoria ciclistica, non so in quanti oggi saprebbero fare cambiate veloci e precise con questo sistema. Oggi quasi tutti hanno il telaio in carbonio, molto più performante, quello era in acciaio (solo successivamente arrivò il telaio in alluminio).
Solo 25 anni fa il ciclismo era uno sport molto diverso da quello di oggi e a me, sinceramente, appassionava di più.

lunedì 4 settembre 2017

Parcheggi auto: disponibilità e abitudini




Ho fatto un giro con la bici dentro Santa Sofia, di solito prediligo altri percorsi verso il Parco nazionale, ma oggi avevo voglia di girare un po' il mio paese, cosicché ho percorso la bella ciclabile lungo il fiume Bidente e poi qualche scorcio del centro.
Mesi fa avevo scritto un post sul rifacimento di Piazza Matteotti e sulla possibilità/opportunità di renderla pedonale (almeno parzialmente e/o in determinati periodi e orari). Oggi è lunedì certo, siamo verso fine estate certo, però direi che a Santa Sofia i posti auto non mancano: le foto sopra sono di tre parcheggi piuttosto vicini alla piazza centrale e al centro del paese (qualche centinaio di metri), ai quali aggiungerei anche il parcheggio coperto in via Dante Alighieri. 
Quello dei parcheggi, soprattutto nei piccoli paesi, è più un fatto di abitudine che di necessità e disponibilità: quando andiamo in città non "pretendiamo" di avere parcheggi a 10 metri dall'esercizio e/o struttura dove vogliamo andare, spesso camminiamo centinaia di metri quando non km. 
Qualora l'amministrazione volesse mettere a pagamento i parcheggi "centrali" io sarei favorevole anzi, provocatoriamente direi di mettere 10 o 50 euro all'ora il prezzo di questi parcheggi (nda. ovviamente l'importo, come scritto, è una provocazione, ma riterrei utile mettere una sosta a pagamento di 1/2 euro orari nella piazza, con importo minimo 50 cent, in modo da limitare afflusso auto) lasciando gratuiti gli altri parcheggi più prossimi, stimolando una fruizione più consapevole degli spazi centrali del paese da parte delle auto. Poiché avere spazi pubblici in centro al paese fruibili dai pedoni, è un beneficio per tutta la collettività.