martedì 16 gennaio 2018

Di quale stato stiamo parlando?


Post status Facebook del 16 gennaio 2014, che ripropongo.

"Tutto cambia affinché nulla cambi", si leggeva nel Gattopardo. In Italia siamo andati oltre: non cambiamo tanto va già abbastanza male di suo... Abbiamo in piedi un assetto istituzionale, con il quale intendo anche la macchina dell'amministrazione pubblica, di una inefficiente. Eppure, sembra che nessuno abbia idee. In Europa comincia la ripresa (nda era il 2014), noi sembriamo quei sub che si piombano per raggiungere il livello più basso possibile in mare. Siamo "piombati" da una macchina pubblica normata male. Funziona male poiché è stata pensata male, creata peggio e aggiustata in corso in modo inefficiente. La cosa preoccupante è che spesso gli interventi che vengono messi in atto, peggiorano la situazione esistente (si aggiunge piombatura al già piombato). Per chi come me, lavora nella P.A., vedere come il legislatore e tutto ciò che gli ruota intorno, riesca a inseguirsi nel normare in modo inefficiente, oramai non meraviglia più. Parliamoci chiaro, il paese è talmente piegato su se stesso, che solo un miracolo potrebbe portarlo fuori dal pantano. Poiché ci portiamo dietro retaggi corporativi dai tempi del fascismo, inefficienze consolidate da sistemi di potere che ben conosciamo, paradossi di Stato a cui nessuno sembra volere mettere mano o sia capace di farlo: uno Stato come un piombo impenetrabile, immodificabile, repellente a tutto, soprattutto all'efficienza e al buon senso.
Il rischio di piombare il futuro di chi ci seguirà, in primis i nostri figli, purtroppo non è più una ipotesi ma già un pesante fardello, di cui tutti sono e siamo responsabili.