martedì 19 giugno 2018

La "narrazione" politica di Salvini e quella delle opposizioni


In questo post non si vogliono dare (e non si daranno) giudizi di valore, attenendosi ai principi della Scienza Politica, ma si tratterà di ciò che in comunicazione politica viene definita "narrazione".
Creare una "narrazione politica" significa implementare una forma di comunicazione che si rivolge principalmente all'elettorato interno ma anche ai partner istituzionali, nazionali ed internazionali, in modo da "sostenere" una (o più) determinate azioni politiche le quali possano godere del più ampio consenso (elettorale) possibile.
Se guardiamo ai recenti sondaggi, l'ultimo quello proposto da Mentana nel suo TG ieri che indicava il sorpasso della Lega sul M5S, la narrazione di Salvini sembra fare breccia su un'ampia fetta di elettorato.
Analizzare i come e i perché meriterebbe un "trattato" a parte, ma alcuni aspetti li possiamo sintetizzare, con una doverosa premessa: in politica "reale" (ammesso si possa parlare di reale) e "percezione del reale" tra i cittadini sono elementi spesso molto distanti e influenzati da parecchi fattori, psicologici, sociologici, economici, politici, ecc. La comunicazione politica, la narrazione che si crea attorno a una determinata "issue" può influenzare in modo significativo questa percezione.
La "narrazione" di Salvini, da tempo, è incentrata principalmente sulla questione "sicurezza" che ha destato parecchio interesse nell'elettorato negli ultimi 20 anni. Già in passato scrissi (Come vincere le elezioni partendo da zero) come non si debbano lasciare "vuoti politici" nelle issue che destano interesse tra i cittadini. La politica, che sia di destra, di sinistra, di centro, deve poter dare risposte credibili a tutte le "questioni politiche" che si possono presentare. Chi sa fornire una risposta maggiormente credibile nell'elettorato, ne guadagna in termini di consenso.
Attenzione: la Scienza Politica NON dà giudizi di valore, ma analizza "sistemi", fatti, eventi politici. Sostenere "lo faccio poiché è giusto per il mio sistema di valori" non è compito della Scienza Politica. Spesso abbiamo sentito dire, rispetto a determinate politiche, "lo abbiamo fatto o abbiamo fatto così poiché è giusto". Ma il sistema di valori, giusto o non giusto, è soggettivo e diversificato, cambia a seconda dei contesti, degli eventi, delle epoche storiche.
Oggi l'impressione è che l'opposizione alla narrazione di Salvini stia consolidando il consenso di Salvini (sondaggi alla mano) e quindi significa che c'è un problema nella "narrazione" di chi si oppone alle politiche e alla narrazione di Salvini.
Ho parlato spesso degli errori della sinistra italiana su cui probabilmente un solo trattato non basterebbe ma, oggi, pare evidente che una certa narrazione, spesso percepita come elitaria dal cittadino-elettore, non faccia più breccia nell'elettorato, neanche in quello (un tempo) di riferimento. In un'epoca di forte volatilità elettorale, fare affidamento al voto ideologico e di appartenenza non sembra una scelta vincente. Implementare una politica dicendo "lo facciamo poiché è giusto", quasi fosse un dogma che i cittadini elettori non possano e non debbano comprendere, crea un forte distacco tra quei partiti/politici e la cittadinanza.
Il grave errore, dal mio punto di vista, che hanno fatto sinistra, centrosinistra e, in generale, i partiti alternativi alla Lega di Salvini, è stata quella di non aver saputo proporre una politica credibile (rivolta gli elettori) sulla tematica "sicurezza" che fosse alternativa alla narrazione di Salvini. Alternativa non significa in totale opposizione e/o contestazione, ma che abbia una sua credibilità e consistenza all'interno di un proprio "sistema di valori". Questo è mancato alle "opposizioni": una proposta politica credibile su una questione, quella della sicurezza, particolarmente sentita dai cittadini. Anche perché la questione sicurezza va a toccare vari aspetti "sociali", non solo quelli dai "risvolti penali". La sicurezza socioeconomica ad esempio, è collegata alla sicurezza intesa come rispetto delle regole da parte di tutti.
Il "successo" della narrazione di Salvini è legato a vari fattori: il contesto socioeconomico attuale del paese, i rapporti del paese con le altre nazioni e in particolare con l'Unione Europea, la situazione politica internazionale e gli effetti del "terrorismo internazionale" degli ultimi 20 anni. Salvini l'ha costruita in modo politicamente "abile", sfruttando l'assenza di una narrazione alternativa (e credibile) da parte degli oppositori. Oggi infatti ogni "opposizione dura" alla sua narrazione, senza crearne una propria sul tema, pare non far altro che consolidare la narrazione di Salvini.
In conclusione, se la o le opposizioni non sapranno costruire una loro narrazione credibile su determinate tematiche, quella di Salvini potrebbe sbancare dal punto di vista elettorale.
Il prossimo appuntamento saranno le elezioni europee, lì, in caso di successo elettorale, Salvini potrebbe "passare all'incasso" politicamente parlando, proponendosi come leader del centrodestra che potrebbe presentarsi a nuove elezioni con un unico partito, a sua guida.