domenica 17 giugno 2018

Nazionale di calcio italiana: se, come e quando il ritorno nei palcoscenici mondiali

(immagine Pixabay)

L'Italia, come noto, ai mondiali in Russia non c'è. Fa uno strano effetto vedere un Mondiale senza l'Italia, qualcosa cui non eravamo abituati. L'Italia è la terza nazione terza per numero di qualificazioni ai mondiali, dietro a Brasile (sempre presente) e Germania che, come molti paesi europei (tra cui l'Italia) non partecipò alla prima edizione. Noi non ci qualificammo nel 1958 poi per 56 anni siamo sempre stati presenti, fino a questo mondiale. 
Se guardiamo al passato anche altre grandi nazioni calcistiche hanno avuto clamorosi "missing": la Francia è stata assente per due edizioni consecutive (1990-1994) per poi vincere il mondiale al "rientro" (1998). Nel 1994 non si qualificò l'Inghilterra, nel 1970 e 1974 non si qualificarono né SpagnaFrancia
Il calcio negli ultimi 30 anni, come in generale gli sport, è cambiato molto: l'aspetto atletico è diventato importante almeno quanto l'aspetto tecnico. Ieri Argentina - Islanda si è chiusa in pareggio, con gli islandesi che hanno sopperito alla differenza tecnica con una grande prestazione fisica. L'impressione è che non sia più così scontato che le "grandi nazioni calcistiche" possano avere la strada spianata per la qualificazione alle manifestazioni mondiali e per l'accesso alle fasi conclusive. E' probabile che alla fine vinceranno comunque le nazioni con una grande tradizione calcistica, ma quelle che meglio avranno saputo integrare al meglio lo sviluppo tecnico con quello atletico. E qui l'Italia sembra un po' indietro rispetto alle altre big. 
Nella storia del calcio abbiamo avuto "campioni" in ogni decennio: senza togliere niente ai calciatori nati successivamente, l'ultimo decennio in cui sono nati campioni che hanno dato un'importante contributo alla nazionale italiana appare quello degli anni '70. La generazione, per intenderci, dei Del Piero, Totti, Buffon, Pirlo, Nesta e Vieri alcuni dei quali hanno avuto la propria "consacrazione" con la vittoria nel 2006. In questi 12 anni le prestazioni ai mondiali della nostra nazionale sono state non propriamente brillanti, fino alla mancata partecipazione ai mondiali di Russia. In mezzo c'è la finale dell'europeo 2012 dove però siamo stati sconfitti sonoramente dalla Spagna che dimostrò una superiorità schiacciante.

Da dove si riparte? un anno fa scrissi un post "scuole calcio per i piccoli paesi". Certo non basta, serve far ripartire un movimento che vive una crisi di lungo periodo. Per quanto possa far piacere ai tifosi juventini, avere una sola squadra che vince i campionati da oramai 7 anni, non aiuta certo la crescita della competitività sportiva del nostro campionato. Ci servirebbero poi dei campioni, alla Messi, alla Ronaldo, che però non abbiamo e chissà se mai avremo. Abbiamo però una grande tradizione calcistica, abbiamo vinto 4 mondiali soprattutto grazie alla forza di squadra prima ancora che alla capacità dei singoli. Però, senza grandi campioni, è quasi impossibile vincere, e quelli oggi sembrano mancarci.
L'ulteriore problema è che il calcio attuale sta diventando sempre più competitivo, l'Argentina una delle favorite ha faticato con l'Islanda, le nazionali europee con le quali dobbiamo confrontarci per le qualificazioni ai mondiali sono forti e lo stanno diventando sempre di più, mentre noi abbiamo "rallentato" parecchio negli ultimi anni.
E' una sofferenza generalizzata che abbiamo in vari sport in Italia, si pensi ad esempio all'atletica dove alle olimpiadi da varie edizioni non solo non prendiamo medaglie ma neanche ci andiamo vicini. Anche nel ciclismo, tolto Nibali e qualche fiammata di altri corridori, non siamo più da un pezzo tra le nazioni dominatrici.
L'Italia pare vivere una crisi di competitività sportiva (tolte alcune brillanti eccezioni, che sono quelle che ci portano medaglie alle olimpiadi) che non è solo calcistica: altre nazioni hanno fatto investimenti mirati sullo sport, noi probabilmente meno. E i risultati, si vedono.