martedì 6 marzo 2018

Il Movimento 5 Stelle può drenare l'elettorato PD e della sinistra


Secondo le analisi dell'Istituto Cattaneo  il Movimento 5 Stelle ha drenato molto dell'elettorato del Partito Democratico e potrebbero sostituirsi a questo, quale riferimento politico per quella parte di elettorato che ha abbandonato i democratici in questa tornata elettorale.
I 5 Stelle sono davanti non solo a una possibile prova di governo ma prova di maturità politica ovvero operare strategicamente per attrarre a sé l'elettorato di più partiti fortemente in crisi, dal PD a LeU a tutta la sinistra in generale. Dovranno abbandonare quell'atteggiamento di chiusura che gli è stato proprio per tanto tempo, anche perché l'elettore si identifica con chi vota e sentire offese nei confronti del proprio partito di riferimento (e, di conseguenza, verso i suoi elettori), difficilmente può attirare elettori da questo. E' un qualcosa che era già successo alla sinistra quando attaccava Berlusconi e il suo elettorato, è una strategia che politicamente non giova.
Se il M5S saprà mettere da parte la sua strategia aggressiva, potrebbe riuscire a diventare il nuovo partito di riferimento per quell'elettorato che si riconosce/va nei partiti di centrosinistra - sinistra.

lunedì 5 marzo 2018

La fine della storia


La Fine della storia è un libro del politologo Francis Fukuyama molto dibattuto negli ultimi 30 anni.
Ne riprendo solo il titolo in quanto là si facevano ipotesi diverse dalle considerazioni che farò qui, ma il titolo è utile per elaborare il filo del discorso.
La fine della storia è, in questo caso, quella del sistema politico italiano così come lo abbiamo conosciuto negli ultimi 30 anni, è la débâcle (probabilmente finale) della sinistra italiana, sempre più distante dal suo elettorato, da tanto tempo nella sua ala più estrema ma ora pure in quella moderata e cosiddetta riformista. E' la fine del renzismo, del dalemismo, oltre a tutta quella iperframmentazione a sinistra del PD (nei numeri da tempo residuali ma venivano pur sempre tenuti in considerazione figli della vecchia concezione PCI "nessuno a sinistra..."). Chissà se ne prenderanno atto: Renzi ha sbagliato quasi tutto dal Referendum Costituzionale in poi, con la personalizzazione su di sé; qualcuno un anno e mezzo fa, a un incontro pubblico, mi disse che quella personalizzazione era (secondo loro) sinonimo di coraggio, e allora quel coraggio doveva portare a conseguenze quali il ritiro dalla vita politica come era stato detto. E invece non solo Renzi è tornato all'attacco, ma ha fatto scelte discutibili nel candidare in collegi blindati alcuni/e fedelissimi/e, e gli elettori probabilmente lo hanno punito anche (ma non solo) per questo. 
Abbiamo visto che c'era ben poco alla sinistra del PD, sia di idee che di numeri, perseguendo un elitismo che ha portato sempre più distanza con l'elettorato di riferimento. C'è da chiedersi: possiamo definire ancora "sinistra" partiti che hanno perso quasi completamente il contatto con l'elettorato storico di sinistra? (che ora vota altri) Qualcuno si è fatto delle domande, a sinistra?
La sinistra e il centrosinistra italiani così come li conoscevamo, sono formazioni oramai superate ed è difficile dire ora se e come potranno ripartire. Persino in Emilia-Romagna, dopo 70 anni, il centrosinistra non è più maggioranza. Chissà se sapranno fare una analisi politica sul perché e come si è arrivati a ciò, dubito lo sapranno/vorranno fare gli attuali dirigenti.

Le elezioni ci hanno portato un, prevedibile dai sondaggi, exploit del Movimento 5 Stelle, mentre meraviglia il risultato della Lega che, secondo le proiezioni, scavalca FI. I due partiti che potremmo definire, in qualche modo, euroscettici, sommati tra loro sono la maggioranza in Italia. E ciò dovrebbe dare un chiaro segnale anche all'Europa.
E' epoca di grandi cambiamenti, che non riguardano solo il nostro paese: l'elettorato sta punendo il "sistema politico" che si era creato negli ultimi decenni, in Italia e in Europa.