venerdì 1 giugno 2018

Il nuovo governo dell'Italia


Dopo tanto peregrinare tra le vie difficili della politica italiana è nato il governo del "contratto" tra Movimento 5 Stelle e Lega con a capo il prof. Conte.
Un contratto tra due forze che potremmo definire, non certo antisistema secondo la definizione di Sartori,  ma anti-establishment. Movimenti cosiddetti anti-establishment sono cresciuti in tutto il mondo occidentale nell'ultimo decennio, grazie anche alla crisi economica cominciata nel 2008 e che si fa ancora sentire in modo pesante. Le élite che hanno governato negli ultimi 30 anni hanno certamente avuto delle responsabilità nella crescita di pulsioni populiste tra i cittadini, per scelte politiche che spesso sono state percepite, a ragione o a torto , lontane dagli interessi dei cittadini.
Uno degli errori principali di quelle élite è stato quello di governare in un clima di campagna elettorale permanente, cercando così di accontentare nel breve termine il proprio elettorato di riferimento, senza una visione futura del paese. Non è un caso che l'Italia sia tra i paesi europei che negli ultimi 20 anni è cresciuto meno e ciò non è stato certo a causa dell'euro (gli altri paesi euro sono cresciuti eccome), ma a una visione socio-politico-economica di brevissimo termine. Va detto che tale visione è figlia anche dei desiderata di una fetta della cittadinanza di cui ho parlato provocatoriamente in un precedente post.
Machiavelli diceva: "la natura de' popoli è varia, ed è facile a persuadere loro una cosa, ma è difficile fermargli in quella persuasione". Nonostante la civiltà occidentale, l'Europa in particolare, abbia fatto passi da gigante nella qualità della vita negli ultimi 70 anni, con un periodo di pace e benessere diffuso che non ha avuto altro riscontro nella precedente storia umana, è presente oggi una "percezione" per cui il sistema economico sociale in cui viviamo stia andando  (quasi) a rotoli: sentiamo non solo cittadini ma pure politici sostenere "hanno distrutto l'Italia!". Le parole hanno un peso e quando le si pronunciano andrebbero soppesate. E qui mi ricollego a un altro post che scrissi tempo fa sulla "Psicologia delle Folle" che teorizzava certe metodologie proprio per influenzare e condizionare il pensiero del popolo o, per usare parole di Machiavelli, per persuadere. Viste le conseguenze passate servirebbe un maggior senso di responsabilità da parte di tutti anche nell'uso delle parole.
Oggi comincerà questo nuovo governo che appare quale assoluta novità nel panorama europeo: non c'è infatti oggi un governo dalle caratteristiche simili negli altri Stati europei. Servirà tempo per poter dare un giudizio politico, certo è che l'opera di persuasione, cominciata oramai da vari anni, è stata certamente molto efficace e ha profuso degli effetti piuttosto diffusi di convincimento nell'elettorato del nostro paese. Ad oggi vediamo due partiti al governo che godono di un sostegno diffuso di stampo quasi "ideologico" (e quindi con poco spirito critico) mentre la o le opposizioni appaiono frammentate, deboli, in grossa difficoltà nel proporre una proposta politica alternativa.

Alcune letture integrative:
- Quegli esponenti della sinistra che si fanno poche domande e hanno spesso la risposta sbagliata
- Un po' più in là a sinistra, c'è qualcun altro?
- Il Movimento 5 Stelle può drenare l'elettorato del PD e della sinistra
- La prova del 5 (Stelle)
- Partiti socialdemocratici e destra liberale grandi sconfitti di quest'epoca politica
- Volatilità elettorale: come cambiano le intenzioni di voto dei cittadini
- Italia: produttività e sviluppo
- La "supremazia morale" di un partito o movimento non esiste
- Le riforme in Italia si faranno mai?

mercoledì 30 maggio 2018

Possibili scenari politici nel caso di elezioni a breve


Potremmo tornare a votare molto presto, forse anche prima dell'autunno che si ipotizzava. Un brevissimo tempo non solo per fare una campagna elettorale (su quali temi e come) ma persino per impostare (eventuali) alleanze.
Chi ne guadagnerà di più sarà certamente la Lega di Salvini che alcuni sondaggisti danno già al 25% ma ci sono possibilità che diventino primo partito superando il M5S che è dato in calo. Potrebbero abbandonare il M5S i "delusi di sinistra" che avevano votato il partito con a capo Luigi Di Maio, mentre resterebbe presumibilmente lo "zoccolo duro" che potrebbe aggirarsi attorno al 25% dato in linea con il risultato delle politiche del 2013.
Grosse difficoltà per il centro sinistra e il PD, che potrebbe faticare ad arrivare al 15%, mentre la probabilità che partiti a sinistra del PD possano entrare in Parlamento appare molto scarsa. Nel caso di una campagna elettorale incentrata sulla questione europea, potrebbe beneficiarne il partito della Bonino, ma difficilmente con risultati eclatanti.
Forza Italia potrebbe beneficiare della (ri)discesa in campo di Berlusconi ma il partito difficilmente potrebbe sopravanzare la Lega. Berlusconi però potrebbe fare un passo indietro lanciando Salvini, magari tenendo per sé la possibilità di andare al Quirinale (?)
Ci sarebbe la possibilità di uno scenario che potrebbe "sconvolgere" tutto: un centrodestra con un un'unica lista a guida Salvini che potrebbe superare il 40% dei voti e, magari, trovare (se necessario) intese successive con il M5S, riprendendo alcuni punti del cosiddetto "contratto del cambiamento" ed anche, forse, per proporre alcune modifiche costituzionali.
A quel punto in Parlamento ci sarebbe una maggioranza schiacciante, e l'opposizione?

lunedì 28 maggio 2018

Con il Presidente Mattarella e la Costituzione Italiana


Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha esercitato le  prerogative che gli riconosce la Costituzione Repubblicana.
Per chi richiama l'art.1 della Costituzione, è pregato di leggerlo tutto, fino in fondo: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. La sovranità popolare non è assoluta, l'Italia non è una Monarchia a rovescio, la sovranità popolare va esercitata nelle forme e nei limiti della Costituzione di cui il Presidente della Repubblica è garante. Gli attacchi nei confronti di Mattarella che si sono sentiti ieri sono inaccettabili, da irresponsabili.
Il momento che vive il paese è delicato, serve grande senso di responsabilità: siamo un Paese membro dell'Unione Europea, verso la quale abbiamo diritti e doveri. E siamo inseriti in un contesto internazionale, politico ed economico-finanziario, al cui interno le scelte devono essere chiare e a tutela dei cittadini e dello Stato italiano: siamo un paese fortemente indebitato, abbiamo visto come nei giorni scorsi lo spread si fosse alzato, segno che la posizione politico-economica italiana si stava indebolendo e i costi, anche economici, li stavano e li avrebbero pagati i cittadini italiani. Questo ha tutelato il Presidente della Repubblica.
Piena solidarietà al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.